pokrajIl Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena ha chiesto, in via ufficiale, al Presidente della provincia di Udine Pietro Fontanini di “procedere con ogni urgenza alla rettifica formale dei contenuti della pubblicazione Tre lingue per una specialità, integrando il testo didattico educativo con l’indicazione territoriale del tradizionale, storico insediamento della minoranza slovena nella provincia di Udine in modo integrale e completo come previsto dall’art. 4 della legge 38/2001 e dal decreto del Presidente della Repubblica dd 12 settembre 2007”.
Una lettera attesa quella firmata dalla presidente del Comitato Ksenija Dobrila, dopo la riunione dell’organismo dello scorso 13 novembre.
Resasi necessaria a seguito della vicenda sulla pubblicazione dei tre opuscoli sulle comunità linguistiche del territorio in cui, nella parte dedicata alla minoranza slovena, la Provincia aveva omesso il comune di Resia e quelli mistilingue di Nimis, Attimis, Faedis, Torreano e Prepotto. Non una semplice svista ma, come emerso nella riunione del Consiglio provinciale dello scorso 27 ottobre, una precisa scelta politica. Alla proposta di integrazione dell’opuscolo avanzata in quell’occasione dal consigliere di minoranza Fabrizio Dorbolò e, tramite una missiva, dalle due organizzazioni slovene Skgz ed Sso, il presidente aveva ribadito, in particolare riguardo Resia (seguito poi con il voto contrario alla mozione dalla maggioranza dei consiglieri), di non considerare il resiano un dialetto sloveno. Al di là delle prescrizioni normative e delle opinioni del mondo accademico.
Di qui la presa di posizione del Comitato paritetico che, nella lettera inviata a Fontanini, giudica la scelta dell’amministrazione “un grave travisamento dei fatti storici e normativi”.
Il Comitato infatti rileva come la Provincia, in quanto ente pubblico territoriale, sia tenuta a “rispettare ed applicare le leggi vigenti e le conseguenti disposizioni ordinamentali”, comprese le norme che tutelano la minoranza slovena in Italia. Fatto “tanto più necessario e ineludibile” in un testo “il cui fine è la formazione civica dei giovani”. Le tre pubblicazioni, infatti, nelle intenzioni della Provincia, saranno distribuite nelle scuole del territorio. “Per completezza di informazione – si sottolinea nella lettera – il Comitato ha ritenuto opportuno ricordare che molte amministrazioni dei comuni omessi nella pubblicazione richiedono regolarmente i finanziamenti previsti dal comma 8 dell’articolo 8 della legge 38/2001 (compreso quello di Resia ndr), attingendo in modo sistematico e continuativo alle risorse previste espressamente per l’esercizio del diritto all’uso pubblico della lingua slovena”.
Le omissioni “volute” della pubblicazione quindi costituiscono per il Comitato “una forma di grave offesa e pregiudizio nei confronti di cittadini italiani che si riconoscono quali appartenenti alla comunità linguistica slovena”.