Riforma sanitaria e riassetto istituzionale degli enti locali. Le due riforme più corpose che sta predisponendo la giunta regionale preoccupano gli amministratori delle valli del Natisone. In un incontro tra i sindaci dei sette comuni, lo scorso 9 agosto, i primi cittadini hanno deciso, di comune accordo, di preparare due documenti da inviare alla Regione. “La preoccupazione principale in questo momento – spiega il sindaco di San Pietro, Mariano Zufferli – è quella legata al destino del Pronto soccorso e del presidio ospedaliero di Cividale. Insieme agli altri colleghi delle valli abbiamo convenuto che per il nostro territorio è assolutamente necessario mantenere il servizio di pronto soccorso 24 ore al giorno. Ma anche che, da solo e senza la garanzia di un minimo di servizi ospedalieri a supporto con gli strumenti adatti, il Pronto soccorso sarebbe inutile. Questo sarà dunque il messaggio che intendiamo inviare agli organi della Regione, soprattutto in vista dell’incontro di Cividale (previsto per il prossimo 15 settembre) in cui il tema dell’ospedale sarà trattato nel consiglio comunale ‘allargato’ della città a cui dovrebbe partecipare anche l’assessore regionale alla sanità Maria Sandra Telesca.”
La versione definitiva del documento, comunque, – ha puntualizzato Zufferli – sarà redatta anche alla luce di quanto emerso durante un primo incontro (riservato ai sindaci di tutto il comprensorio) con l’assessore tenutosi a Buttrio ieri, martedì 26 agosto.
Sulla stessa lunghezza d’onda di Zufferli anche Antonio Comungnaro, primo cittadino di San Leonardo che, tra l’altro, lavora da tempo nella struttura sanitaria cividalese: “Siamo convinti che il pronto soccorso debba restare operativo 24 ore al giorno supportato almeno dal reparto di medicina. Sono servizi fondamentali per le valli del Natisone, un territorio cui è già stato tolto molto. podbarnas
Per questo ritengo sia sbagliato che la Regione pensi a risparmiare su di noi – posto che ci sia effettivamente un risparmio sensibile – e che alla nostra gente debba essere garantita almeno una vecchiaia serena e un soccorso territoriale adeguato alle nostre esigenze. Siamo poi consapevoli che – precisa Comugnaro – certe scelte seguono logiche aziendali e che, da questo punto di vista, i numeri non ci danno ragione. In questo senso la soluzione è quella di aprire i servizi di Cividale anche ai cittadini sloveni della fascia confinaria (Caporetto e Tolmino) che avrebbero tutto l’interesse ad appoggiarsi a questa struttura, per loro molto più accessibile rispetto all’Ospedale di riferimento che hanno adesso a Nova Gorica.”
Discorso diverso invece per la questione della riforma degli enti locali. Per Zufferli infatti “su questo fronte la situazione mi sembra molto più fluida e la sensazione è che la Regione stessa abbia un po’ frenato sulla riforma dell’assessore Panontin. Ho riscontrato che all’interno di quello che diverrebbe l’Ambito (l’ente intermedio fra Regione e Comuni previsto dalla ‘bozza Panontin’) in cui sarebbero inseriti i comuni delle valli del Natisone insieme a Cividale e ai comuni limitrofi della pianura friulana, molti sindaci si sono già detti contrari all’istituzione di un ente strutturato in questo modo.” L’idea dei sindaci delle valli comunque, spiega sempre Zufferli, sarebbe quella di “chiedere l’istituzione di un sub-ambito specifico per le valli del Natisone.”
Una soluzione cui si dice assolutamente favorevole Comugnaro: “Le valli del Natisone – spiega il sindaco di San Leonardo – hanno un’identità e una cultura specifica, per questo è necessario che ci venga garantita una certa capacità di autogestione. Altrimenti è facile prevedere quale potrebbe essere il destino dei nostri comuni più piccoli le cui istanze verrebbero fagocitate dagli interessi dei comuni più grandi della pianura”.
Sul futuro, in generale, dell’assetto istituzionale delle valli (con sullo sfondo l’annosa questione della fusione dei Comuni) il sindaco di San Pietro ha infine annunciato l’intenzione di convocare – già a settembre – una riunione fra gli amministratori “per chiarire – le sue parole – opinoni e possibili soluzioni per il futuro del territorio.