Al termine delle consultazioni del presidente della Slovenia Borut Pahor con i capigruppo parlamentari e con i rappresentanti delle comunità minoritarie nazionali in seguito alle dimissioni del premier Miro Cerar le date più probabili per le elezioni politiche anticipate sembrerebbero il 27 maggio o il 3 giugno. Il presidente sloveno, prima di poter sciogliere il parlamento, deve attendere il termine previsto dalla legge che hanno i parlamentari per indicare un eventuale candidato premier – 14 giorni più ulteriori 48 ore. Pahor, che per abbrevviare la procedura ha già comunicato al parlamento di rinunciare alla sua possibilità di nominare un candidato, ha annunciato che, a meno di sorprese, scioglierà il parlamento il 14 aprile.

Il presidente del consiglio Miro Cerar (il suo governo ed il parlamento erano in ogni caso ormai prossimi alla scadenza ordinaria del mandato) si era dimesso in seguito alla decisione della Corte Suprema di annullare il risultato del referendum sulla realizzazione del secondo binario Divača-Capodistria, uno dei progetti strategici della Slovenia. La maggioranza degli elettori si era detta favorevole al progetto, ma i giudici hanno annullato la consultazione a causa del ruolo svolto dal governo nella campagna referendaria. La decisione della Corte Suprema è stata per il leader di SMC la goccia che fatto traboccare il vaso.

Il referendum sul secondo binario verrà ripetuto domenica 13 maggio. Non ci sarà quindi possibile l’election day, cioè la concomitanza con le prossieme elezioni politiche.