Slovenia: la possibilità di un governo di minoranza desta perplessità

Non piace la possibilità di un governo di minoranza – soluzione prospettata dopo il rifiuto della Sinistra ad entrare nella coalizione di Šarec e la contemporanea disponibilità della formazione politica di Mesec ad un appoggio esterno, “a progetto”, sulla base di un protocollo di collaborazione –  al partito di Alenka Bratušek (SAB) ed al Partito del moderno centro (SMC) di Miro Cerar. La Bratušek, molto critica nei confronti della Sinistra, ha preannunciato che in caso di governo di minoranza, il suo partito garantirà l’appoggio a Šarec come premier e ad un suo governo, ma non contribuirà alla nascita dell’esecutivo con dei propri ministri. Cerar invece, pur rimarcando l’appoggio a Šarec per il ruolo di premier, ha sollevato dei dubbi circa la possibilità di avere un governo stabile potendo contare solo sull’appoggio esterno del sesto partito.

Le trattative proseguiranno in ogni caso la prossima settimana (e saranno sicuramente ancora più intense), dopo che la Sinistra avrà inviato agli altri cinque partiti – LMŠ, SD, SMC, DeSUS e SAB – la propria bozza del protocollo di collaborazione. Il tempo non è molto: il 10 agosto scadrà il secondo termine per proporre un mandatario, se non verrà inoltrata nessuna candidatura, ci saranno ulteriori 48 ore, poi l’unica strada saranno lo scoglimento del parlamento e le elezioni anticipate.

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