Smantellamento UTI, i dubbi dei sindaci delle Valli del Natisone sulla gestione associata dei servizi

In una fase di incertezza istituzionale, con le Uti prossime ad essere smantellate e una nuova riforma ancora da scrivere, i comuni che hanno aderito alle Unioni sono chiamati a scegliere se proseguire con la gestione associata o se tornare ad una gestione “in proprio” di alcuni servizi. Il caso riguarda chiaramente anche l’Uti del Natisone e, in particolare, la Polizia Locale e Suap (Sportello unico attività produttive). Cinque comuni delle Valli del Natisone devono ancora sciogliere le riserve sulla scelta. In generale, il problema che si sono posti i primi cittadini di San Pietro al Natisone, San Leonardo, Pulfero, Grimacco e Drenchia, riguarda il rapporto fra costi e benefici fra i servizi offerti in forma associata e il diverso peso sui bilanci delle due opzioni. L’incertezza – spiegano i sindaci interessati – è dovuta anche alle coperture della maggior parte dei costi che dovrebbe fornire la Regione, ma su cui, ad oggi, non c’è ancora certezza.
Antonio Comugnaro, sindaco di San Leonardo, sembrerebbe però intenzionato a proseguire con la gestione associata, in particolare per il servizio Suap: “Il comune di San Leonardo, al momento, non potrebbe permettersi di assumere personale, il Suap svolge un servizio fondamentale per il territorio, dalle attività commerciali alla gestione degli eventi pubblici.”
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