È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio, diceva Einstein. E lo ha dimostrato nei giorni scorsi il consigliere regionale Roberto Novelli (Forza Italia) che si è scagliato contro un contributo di 50 mila euro concesso dalla Regione al centro multimediale SMO di S. Pietro al Natisone. (Ma quando mai si è visto un politico contrario ad un finanziamento concesso? Semmai se ne assumono il merito!). Pregiudizio perché Novelli non ha mai visitato il centro SMO, né al momento dell’inaugurazione il 14 dicembre scorso, avvenuta con il patrocinio dei presidenti della repubblica di Italia e Slovenia, né nelle settimane successive visto che il museo è aperto grazie al lavoro gratuito di un gruppo di studenti valligiani. smo_interno
Altrimenti non avrebbe potuto non apprezzare l’originalità e la qualità del museo, la valorizzazione della lingua slovena con le varianti dialettali di Resia, delle valli del Torre e del Natisone, avrebbe inoltre senz’altro notato gli autorevoli apprezzamenti che SMO ha fin qui raccolto.
Se l’ignoranza, e l’azione basata sull’ignoranza, non fossero già abbastanza gravi per un rappresentante delle istituzioni, è inaccettabile il suo tentativo di disinformazione. Il centro SMO non è stato finanziato dalla Regione, come fa apparire Novelli. Voluto dall’Istituto per la cultura slovena, presieduto da Bruna Dorbolò e progettato dall’arch. Donatella Ruttar che ne ha coordinato anche la realizzazione, il museo multimediale è stato infatti finanziato nell’ambito del progetto strategico europeo JezikLingua con i fondi del Programma di Cooperazione transfrontaliera Italia – Slovenia.
Non solo, tra tutti i progetti strategici presentati è stato valutato come il migliore ed il primo in graduatoria. Se Novelli non fosse accecato dai suoi pregiudizi si sarebbe complimentato con i promotori del centro SMO che sono stati in grado di elaborare un tale progetto ed attingere a fondi comunitari nel confronto con un’agguerrita concorrenza.
Ben altra visione e lungimiranza ha dimostrato la Giunta regionale che, consapevole del fatto che tanta parte dei progetti europei muoiono una volta conclusi e rendicontati, ha concesso un contributo che permetterà al museo multimediale SMO di continuare ad essere un punto d’attrazione per i cittadini ed il turista, sviluppando nello stesso tempo le attività che contribuiranno a valorizzare il territorio, le sue bellezze e la sua offerta turistica.