Statuti Uti, nominati i commissari. Tre Comuni delle valli del Natisone scrivono alla Regione

tarbigAnna Moro, segretario del comune di Artegna, per l’Uti del Natisone e Carmine Cipriano, segretario di Udine, per l’Unione Val Canale-Canal del Ferro. Questi i commissari ad acta, nominati lo scorso 11 settembre dalla giunta regionale, che avranno il compito di redigere lo statuto delle due Unioni intercomunali della fascia confinaria della provincia di Udine nelle cui assemblee dei sindaci è mancata la maggioranza per l’approvazione della bozza da sottoporre ai vari consigli comunali.

Circostanza che si è verificata in 6 casi su 17 Unioni istituite dalla riforma. Nella stessa situazione delle due Uti in cui sono inseriti i comuni di Resia, Tarvisio, Malborghetto-Valbruna (Val Canale-Canal del Ferro) e quelli delle valli del Natisone (Uti del Natisone) il commissariamento è arrivato anche per le Unioni del Livenza, dell’Alto Friuli, del Friuli Centrale e del Medio Friuli. I funzionari nominati della Regione avranno tempo fino al 22 settembre per preparare le carte fondamentali dei nuovi enti.

In vista della nomina del commissario per lo statuto dell’Uti del Natisone, tre amministrazioni delle valli del Natisone hanno scritto ai vertici regionali per spiegare la propria posizione circa la mancata approvazione della carta. Germano Cendou, sindaco di Savogna, Luca Postregna (Stregna) e Michele Qualizza (vicesindaco di Drenchia) hanno così motivato la propria astensione (Cendou e Postregna) ed assenza al momento del voto (Drenchia) nell’assemblea lo scorso 7 settembre: “L’attività sostenuta dalle nostre amministrazioni comunali sul tema si è sempre svolta con l’obiettivo di enfatizzare le peculiarità del territorio delle Valli del Natisone con particolare riferimento alla presenza della minoranza linguistica slovena ed alla montanità”.

Ma, spiegano i tre firmatari, gli emendamenti alla carta proposti in questo senso non sono stati accolti. Nella missiva hanno riportato quindi il testo delle quattro modifiche bocciate dall’asssemblea. Due riguardano esclusivamente la denominazione dell’ente e dei comuni che ne fanno parte. I proponenti infatti suggerivano che il nome dell’unione fosse trilingue (Unione Territoriale del Natisone / Union teritorial intercomunal dal Nadison / Nediška medobčinska teritorialna unija) e che i nomi dei diversi comuni fossero riportati anche nelle lingue che le leggi di tutela, dello Stato e regionali, riconoscono presenti nel territorio. In dialetto sloveno per i comuni delle valli del Natisone, in friulano per gli enti della pianura e in entrambe le varianti  (sempre accanto al nome italiano) per le situazioni ‘intermedie’ di Prepotto e Torreano.

Le altre due modifiche mirano invece a caratterizzare il ruolo del subambito delle valli del Natisone, già previsto nella prima bozza di statuto. Che, secondo i tre firmatari, dovrebbe svolgere alcune funzioni precise propositive e consultive (quali la gestione del territorio montano come individuato dalla normativa regionale o la gestione dei progetti e dei programmi europei destinati allo sviluppo della montagna) al fine di salvaguardare e valorizzare il territorio montano guardando allo “sviluppo socio-economico e culturale delle popolazioni residenti”.

Il fine della lettera inviata alla presidente Serracchiani, all’assessore competente Panontin e ai capigruppo del consiglio regionale è quindi quella che il commissario, ora, tenga in considerazione anche queste proposte.
“Siamo convinti – hanno scritto infatti Cendou, Qualizza e Postregna – che lo spirito con il quale abbiamo sostenuto queste integrazioni sia lo stesso dell’amministrazione regionale, che già lo scorso luglio 2015 nel Vademecum ‘Il Programma annuale delle fusioni di comuni’ richiamava tra i criteri per formulare le proposte di fusione la presenza sul territorio di minoranze linguistiche.”

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