Tutela della biodiversità, del paesaggio culturale e promozione di uno sviluppo sostenibile. Con queste motivazioni il BUND Department Green Belt ha riconosciuto Stregna come ‘Comune modello’ fra quelli della ‘cintura verde’ che oggi unisce i Paesi a cavallo dei 12.500 chilometri che un tempo erano la Cortina di ferro.
“Un lavoro straordinario quello fatto in questo territorio, che per la prima volta da quando è stato istituito il premio ha soddisfatto sei dei sette criteri considerati per l’aggiudicazione”, ha spiegato Melanie Kreutz a nome del BUND Department nella sala polifunzionale del Comune di Stregna in cui, lo scorso 17 novembre, si è tenuta la cerimonia di consegna del premio.
Alla base del riconoscimento dunque, secondo Kuntz, il “quasi miracolo” compiuto da un piccolo Comune che ha saputo coniugare nei progetti di questi anni la tutela della natura e della cultura. E che, pur marginalizzato durante gli anni dell’industrializzazione che come in tante parti della ex cortina di ferro ha determinato spopolamento, ha saputo lanciare nuove proposte di sviluppo sostenibile.
“Un risultato meritato, frutto dell’impegno e della dedizione profusa nel preservare il paesaggio naturale e culturale tradizionale di grande valore che caratterizza il territorio delle Valli del Natisone”, ha affermato in un videomessaggio l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro. Che ha ricordato anche che la Regione “quest’anno, con la stessa coerenza nella prospettiva di salvaguardia e sviluppo del territorio” ha approvato “la legge FVGreen che costituirà il quadro di riferimento normativo per tutte le azioni future in tema di sostenibilità e mitigazione ai fenomeni climatici estremi”.
Tre le iniziative intraprese a Stregna che hanno convinto la Rete Italiana Green Belt (rappresentata alla cerimonia da Francesca Visentin) a proporre il Comune valligiano per il riconoscimento: l’istituzione del biotopo sui prati di Tribil Inferiore, la creazione dell’Associazione fondiaria Valle dell’Erbezzo e il festival Ikarus.
Di questi progetti ha parlato, più nel dettaglio, il sindaco di Stregna Luca Postregna. E quindi della consapevolezza diffusa nel territorio per la tutela e valorizzazione del paesaggio che – a partire dal movimento ecologista Free planine – ha portato alla realizzazione di diverse iniziative, anche nell’ambito del Piano paesaggistico regionale. Fra queste l’istituzione del biotopo sui prati di Tribil Inferiore (con un’estensione di circa 120 ettari) fruibile con un percorso escursionistico che – anche negli anni della pandemia – ha portato diversi visitatori a (ri)scoprire il territorio.
E quindi dello sviluppo dell’Asfo Erbezzo che, ovviando all’annoso problema della frammentazione fondiaria, ha recuperato diversi ettari di prati stabili di fronte all’avanzata del bosco (portando, fra l’altro, 300mila euro nelle casse delle aziende del settore primario del territorio) e ha oggi in essere otto contratti stipulati con altrettante imprese. Infine Ikarus, il festival della Green Belt. Un progetto realizzato con Stefano Santi (oggi direttore del Parco delle Prealpi Giulie) che fra l’estate e l’autunno del 2021 ha voluto valorizzare il paesaggio culturale dell’intera fascia confinaria. Una cultura e una storia quindi, ha specificato Postregna, caratterizzate dalla presenza delle minoranze linguistiche, in particolare quella slovena. Attorno al progetto si è costituita una rete estesa e capillare (51 i patrocini, fra cui quello dell’Ufficio governativo per gli sloveni d’oltreconfine e nel mondo della Repubblica slovena) coinvolgendo con eventi o con il semplice sostegno quasi tutti i comuni della fascia confinaria sia in Italia che in Slovenia.
Postregna non ha nascosto le difficoltà amministrative in cui si trovano tutti i piccoli Comuni, in particolare quelli delle aree periferiche che ne limitano le capacità di progettazione. Un concetto ripreso anche da Alessandro Fabbro, segretario di Anci FVG, che, nel suo intervento, ha ribadito la disponibilità dell’associazione a sostenere nelle difficoltà tutti i piccoli Comuni della Regione. Nel caso di Stregna, secondo Fabbro, “si è premiata la capacità di immaginare prospettive di crescita e sviluppo per il territorio, di immaginarne il futuro andando oltre la concezione che vede i sindaci esclusivamente come garanti della burocrazia comunale”.