Sembrava che con l’archiviazione del 10 maggio 2017 l’idea di realizzare una centralina idroelettrica sul torrente Alberone nel comune di Savogna fosse definitivamente tramontata. La ditta Sunex2 srl di San Dorligo della Valle-Dolina (Trieste) invece, il 30 novembre dello stesso anno ha ripresentato agli uffici della Regione lo stesso progetto con tanto di richiesta di attivazione della procedura Via, completata poi lo scorso 12 gennaio. La notizia è stata pubblicata il successivo 24 gennaio. Scade quindi il 12 marzo il termine per la presentazione di osservazioni ed opposizioni da parte di cittadini e associazioni da recapitare al Servizio valutazioni ambientali, Direzione centrale ambiente ed energia, via Carducci 6 – Trieste (PEC: ambiente@certregione.fvg.it).
La prima proposta di Sunex2 per la realizzazione della centralina sull’Alberone risale all’estate 2016. In seguito alle osservazioni a quel primo progetto, la stessa ditta aveva introdotto modifiche sostanziali che oggi di fatto ripropone. L’opera di presa verrebbe quindi realizzata nei pressi della frazione di Ieronizza (subito a valle rispetto al ponte di Mierzach). La restituzione, dopo 1987 metri di condotta sulla destra orografica del torrente, avverrebbe alle porte del capoluogo di Savogna. Secondo lo studio, l’impianto avrebbe così una portata media di 0,228 m³/s e massima di 0,798 m³/s con una potenza legale di 286,30 kW e massima di 703 kW.
Già per le prime due proposte il progetto aveva incontrato la forte resistenza di una parte della cittadinanza e di diverse associazioni che si occupano di ambiente. Il Comitato Amici del Torrente Alberone, costituito per organizzare il dissenso al progetto di Sunex2 e animato dal giovane portavoce Aran Cosentino, aveva raccolto anche 360 firme di cittadini contrari all’opera e presentato una serie di osservazioni.
Non è un caso quindi che la nuova proposta sia corredata dalle risposte dei progettisti alle osservazioni contrarie pervenute in quell’occasione, sia riguardo all’impatto sul biosistema del torrente (che, secondo lo studio, sarebbe minimo) sia sulle ricadute economiche per la cittadinanza. A questo proposito si riporta l’esito di “colloqui verbali” con la precedente amministrazione comunale (il sindaco Germano Cendou è stato nel frattempo rieletto) che prevedevano l’impiego di maestranze locali per la realizzazione delle opere e di almeno un posto di lavoro per la custodia degli impianti.