tipana1“Se la mia maggioranza dovesse cadere e io di conseguenza andare a casa, a livello personale non perderei nulla, ci guadagnerei in salute. Da cittadino di Taipana però sono preoccupato per la sopravvivenza del comune stesso e per i progetti che abbiamo avviato. In questa fase di riforme credo che il commissariamento sarebbe deleterio”.
Ha commentato così il sindaco di Taipana Claudio Grassato, le fibrillazioni politiche che si sono create nel comune a seguito della vicenda legata allo statuto dell’Uti del Torre, per cui dopo l’ok del sindaco è arrivata la bocciatura del consiglio comunale con alcuni consiglieri di maggioranza (fra questi l’ex sindaco Elio Berra) che hanno votato insieme all’opposizione.
In questo senso, la seduta del Consiglio comunale che si terrà stasera, 3 febbraio, si preannuncia particolarmente delicata. Cinque consiglieri hanno sottoscritto un elenco di argomenti in cui si critica la condotta del Comune su alcuni temi specifici. Ed è possibile che su questi possano raccogliere ulteriore consenso certificando la crisi della maggioranza.
Il primo punto contestato all’amministrazione Grassato riguarda la situazione delle scuole dell’infanzia e primaria.
“Su questo – spiega il sindaco – dobbiamo registrare il continuo spopolamento del comune (siamo passati da 691 a 649 abitanti) e la conseguente carenza di bambini in età scolastica. Ci siamo però attivati per incrementare l’offerta formativa, con l’inserimento dello sloveno ad esempio, e per mantenere al minimo il costo dei trasporti e della mensa. Misure che abbiamo messo in campo anche per poter attrarre alcuni bambini da fuori e garantire così la sopravvivenza del plesso scolastico”.
Quanto all’utilizzazione dei fondi stanziati dalla Regione per ripararare i danni causati dalla galaverna, altro punto contestato dall’opposizione, anche qui Grassato spiega di essere stato posto di fronte ad una sorta di ultimatum.
“Dei 250mila euro complessivi stanziati dalla Regione e distribuiti dalla Comunità montana – le parole del sindaco – il comune di Taipana, di gran lunga il più colpito dal fenomeno, ne ha ottenuti 90mila. Certo non una quota sufficiente a riparare tutti i danni. È vero però che se avessi rigettato questa ripartizione il comune non avrebbe ottenuto neanche quei fondi”.