Martedì 5 giugno, pochi minuti prima del voto di fiducia al nuovo governo targato Lega-Cinque Stelle. Tatjana Rojc, parlamentare eletta come indipendente nella lista del Partito democratico ed espressione della minoranza slovena in Italia, è attesa da una giornata impegnativa. Probabilmente meno turbolenta, però, di qualche recente seduta in cui in Senato si discuteva del possibile impeachment al presidente della Repubblica Mattarella e, dice, “si sentivano da parte di alcuni senatori urla e parole irripetibili.”

Parte quindi ufficialmente l’avventura del governo Conte. Troppo presto per dare un giudizio sui fatti, ma sulle intenzioni?
“Intanto non si può dire che sia un governo che nasce dalla volontà degli elettori, visto che in campagna elettorale Lega e 5 Stelle si sono presentati uno contro l’altro. Poi è stato fatto quel contratto di governo che in qualche modo vuole rappresentare le due anime. Ora è giusto che li si lasci governare. Certo, preoccupano, a proposito di intenzioni, alcune cose.
Di Maio ha dichiarato di voler abolire la legge statale sull’editoria, che al suo interno prevede anche contributi per gli organi di stampa delle comunità minoritarie. Quella, come rappresentante degli sloveni, è la mia prima preoccupazione.”
Intanto sale il clima anti-immigrati, e non solo con Salvini. In Unghiera c’è Orban, in Slovenia le elezioni le ha vinte la destra di Janša…
“Questo è un altro tema che desta preoccupazione. Vedo, nei confronti degli immigrati, spesso disperati, poca umanità, e ritengo che sia un atteggiamento irresponsabile. Tutti abbiamo paura dell’ignoto ma non siamo più in campagna elettorale. In generale poi questo atteggiamento populista, razzista, direi quasi fascista desta timori non solo per come sarà la politica interna ma anche quella estera, perché quello che si vede attorno a noi sta al di fuori delle intenzioni di coloro che hanno voluto l’Europa unita.”

L’intervista completa nell’edizione cartacea del Novi Matajur del 6 giugno