Ventidue contratti di affitto verbali di fondi rustici, registrati in un colpo solo. Qualcuno si reca all’Agenzia delle entrate, chiede di registrarli, divenendo così, di fronte alla legge che lo permette, affittuario di oltre venti possedimenti.
Qual è il problema? Il problema è che chi concede in affitto quei terreni spesso non lo sa. Non è stato informato.
Per l’Agenzia delle entrate non una ma varie persone hanno concesso in affitto un proprio terreno, dovrebbero anche ricevere quanto spetta loro, un minimo per aver ‘consegnato’ per undici anni un proprio bene ad un’altra persona, ma non lo riceve. Perché non sa di aver compiuto quest’operazione.
Succede a Mersino, comune di Pulfero, e questa è la cronaca di un presunto raggiro (vi indaga la Guardia di Finanza) che coinvolge molte persone. Alcune di queste ora hanno deciso di lanciare, attraverso il Novi Matajur, l’allarme. La registrazione cumulativa dei contratti viene fatta, su richiesta della persona che diventa affittuaria dei terreni agricoli, nel febbraio 2011. La legge di riferimento è la 448 del dicembre 1998 (vedi riquadro). Sono ventidue contratti in tutto, molti dei beni hanno più di un proprietario. Per dire, il secondo contratto nell’elenco è stipulato con una signora di Mersino nata nel 1901, che pare difficile credere sia stata, anche nel 2011, ancora viva. Anche se lo fosse stata, come tutti gli altri proprietari che concedono l’affitto, non ne avrebbe saputo nulla. Sono persone all’oscuro, ignare che per il periodo di undici anni perlomeno quei terreni non sono più a loro disposizione. Mersino
Come ne sono venuti a sapere, anche se solo oggi? Per aver ricevuto una comunicazione del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Trieste che li informa di una indagine sulla persona affittuaria, che pure risiede a Mersino, per i contributi per lo sfalcio che ha ricevuto proprio in quella veste.
Ora chi ha concesso i propri terreni in affitto senza saperlo inizia a tutelarsi, anche se si chiede: “Lo Stato, la Regione come ci tutelano? Non sarebbe normale, se concedo qualcosa in affitto, averne almeno una comunicazione? Per undici anni sei all’oscuro di tutto: se vuoi vendere non puoi, se vuoi lavorare i terreni ti prendi una denuncia.” Così alcuni dei proprietari hanno già deciso di unirsi e di rivolgersi ad un avvocato, e attraverso il nostro giornale, lanciano un appello: “Facciamo qualcosa, tuteliamoci: non fare niente significa diventare complici di una truffa.”
Chiunque sia stato coinvolto suo malgrado nella vicenda può rivolgersi alla redazione del Novi Matajur per mettersi in contatto con alcuni dei proprietari, che avvertono: “Occorre denunciare questo raggiro, segnalandolo al Servizio forestale della Questura di Udine, anche per proteggere noi stessi.”