“Un progetto Interreg dal valore anche altamente simbolico”

750mila euro da destinare al“miglioramento della governancetransfrontaliera” per i territori che hanno aderito al cluster costituito dai comuni della fascia confinaria della provincia di Udine e quelli dell’alta valle dell’Isonzo in Slovenia. Lo scorso 8 marzo la Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore Pierpaolo Roberti, la partecipazione dell’amministra-zione regionale, in qualità di lead partner, al progetto per il bando Interreg Italia Slovenia 2014-2020 (il cui termine ultimo per la presentazione dei progetti è il prossimo 15 marzo), mirato anche al miglioramento dei rapporti di collaborazione e cooperazione fra istituzioni sui due lati del confine. Al progetto partecipano anche il Comune di Taipana – il cui sindaco Alan Cecutti è anche coordinatore degli enti italiani che hanno sottoscritto il cluster – la Conferenza dei sindaci del Litorale Veneto, il Gal Venezia Orientale – Vegal, l’Agenzia di sviluppo di Tolmino (Posoški razvojni center) e i Comuni di Caporetto e Kanal ob Soči. All’assessore Roberti, che ha anche la delega alle autonomie locali, abbiamo quindi chiesto caratteristiche e possibili ricadute del progetto sul territorio interessato.
In cosa consiste, nel concreto, il progetto di cui la Regione sarà lead partner?
“In sostanza ci si propone di individuare possibili modelli di governance, di forme di collaborazione fra le realtà sui due lati delconfine. Ai territori che con un’iniziativa nata dal basso, hanno sottoscritto il cluster transfrontaliero, viene lasciata la libertà di individuare tematiche, problematiche e quindi soluzioni comuni. Preciso che la partecipazione dei partner del Veneto (Conferenza dei sindaci del Litorale Veneto, il Gal Venezia Orientale – Vegal ndr.) è dovuta al fatto che, fra i requisiti di ammissibilità previsti dal bando, c’è anche la partecipazione di almeno un soggetto di quella Regione. Ma “il cuore pulsante” dell’iniziativa è proprio nei Comuni della fascia confinaria. Il bando però, va detto, giunge a fine programmazione e riguarda progetti standard. A disposizione infatti ci sono solo 750mila euro.”
Si potrebbe supporre che quindi questa somma possa essere investita per professionalità altamente qualificate che elaborino una strategia di sviluppo comune?
“Sì, certamente. Ma a prescindere dal valore economico, la realizzazione del progetto ha anche un valore altamente simbolico: il territorio interessato, sappiamo, ha diverse criticità e problematiche. Questo progetto vuole dare anche una spinta motivazionale, con il sostegno della Regione che sarà lead partner, a quanti si sono mobilitati per cercare un rilancio. Servirà in qualche modo da base per la prossima programmazione europea, quando a disposizione ci saranno i bandi per i progetti strategici.”

L’intervista completa nell’edizione cartacea del Novi Matajur del 13 marzo

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