Mariano Zufferli, sindaco uscente di San Pietro al Natisone, cerca la riconferma. Una scelta naturale quella di ricandidarsi per le amministrative del prossimo 26 maggio, visto che, ci spiega in questa intervista, “sono stati cinque anni stupendi quelli trascorsi. L’esperienza maturata, la conoscenza diretta con i cittadini, i rapporti instaurati sono stati lo stimolo per andare avanti. I momenti difficili ci sono sempre, ma ad oggi posso dire che chiunque amministrerà il comune troverà un ente senza debiti pregressi, con gli edifici scolastici adeguati alle ultime normative sulle sicurezza, le imposte fra le più basse di tutti i comuni della Regione e un ottimo livello di raccolta differenziata dei rifiuti.”

 

Quali sono stati invece i momenti ‘difficili’ cui ha accennato?

“Mi riferisco in particolare alla riforma degli enti locali e all’istituzione dell’Uti che ci ha penalizzato. Per il futuro, visti anche gli ottimi rapporti con gli altri sindaci valligiani, pensiamo di proporre una collaborazione e un’unione sempre più stretta, da raggiungere con un percorso condiviso fra i comuni di questo territorio.”

Dal punto di vista urbanistico quali saranno gli interventi prioritari da realizzare in caso di rielezione?

“Vorremmo migliorare la viabilità in alcuni punti cruciali risolvendo la questione della stretta curva sotto la frazione di Azzida, l’incrocio fra le strade provinciali 19 e 45 e l’annosa questione della statale a Ponte San Quirino. Su quest’ultimo punto, di concerto con Regione e Anas, abbiamo dato l’incarico per uno studio di fattibilità perché si possa ovviare al problema del traffico sul ponte mettendo in sicurezza la percorrenza di quel tratto di strada.”

E per quanto riguarda la promozione del territorio e quindi lo sviluppo del turismo?

“È nostra intenzione valorizzare la risorsa che costituisce per noi il fiume Natisone anche in relazione alla realizzazione del Parco e del contratto di fiume. Il ritorno economico di questi progetti è in qualche modo subordinato alla balneabilità del tratto di fiume che attraversa il comune e con questo fine ultimo vogliamo migliorare la qualità delle acque. Vorremmo infatti rivedere il piano generale della rete fognaria, individuando le eventuali criticità, e siamo già a buon punto sul progetto di realizzazione di un nuovo depuratore che avrà tutte le tecnologie più avanzate perché possa funzionare al meglio. Con questo nuovo impianto, fra l’altro, potremmo chiudere anche quello che ora è in funzione nella frazione di Tiglio.
Pensiamo poi ad azioni che migliorino il decoro urbano nelle borgate e ad un nuovo piano per l’illuminazione pubblica che, con nuove tecnologie, possa portare anche ad una diminuzione dei costi e ad un risparmio energetico.
Per il fiume, assieme all’Uti del Natisone e all’Università di Venezia, è allo studio anche un progetto per la realizzazione di una diga che non sia impattante per il corso d’acqua, ma possa produrre energia. Sono stati individuati tre o quattro possibili siti e al momento opportuno valuteremo la fattibilità di questo progetto.

Quali azioni avete in programma invece per la zona industriale?

“Il nostro intento è quello di favorire l’insediamento di nuove attività produttive. Stiamo discutendo con la Regione perché si possano avere per questo territorio delle fiscalità di vantaggio che, crediamo, sono l’unico incentivo in grado di coprire il disagio dovuto alla distanza dalla rete autostradale.”