Nativo di Erbezzo di Pulfero, Angelo Gorenszach ha lavorato per 37 anni al Civiform di Cividale, dove negli ultimi anni ha insegnato ristorazione. Aveva iniziato in realtà a lavorare come meccanico in Germania, alle dipendenze della Ford, prima di approdare a quella che sarebbe stata per quattro decenni la sua attività lavorativa (ora è in pensione), ed anche qualcosa in più. Sua è infatti una delle due medaglie d’oro conquistate lo scorso settembre ai Mondiali di cucina in Lussemburgo, in rappresentanza dell’Unione cuochi del Friuli Venezia Giulia che ha conquistato anche un altro oro con Clara Zamparo e due medaglie di bronzo con Maria Giovanna Molini e Juri Riccato.gorenszach
Ad impressionare, in Lussemburgo, sono stati sia la lavorazione di intaglio delle zucche, sia la trasformazione delle fette di prosciutto in veri e propri gioielli.
Prima di parlarne, Angelo, ci spiega cosa apprende chi decide di seguire un corso di ristorazione?
“A fare il cameriere professionista, che non vuole dire saper portare quattro piatti contemporaneamente, quello io li chiamo portapiatti. Serve ad esempio  sapere come servire il cliente, se da destra o da sinistra, serve saper tagliare un pollo od un pesce davanti al cliente.”
Ma come è passato dall’insegnare ai futuri camerieri a diventare un vero e proprio artista del cibo?
“Ho lavorato un paio di stagioni a Trento, da mio cognato, ero il maître di sala, mentre lui era lo chef, mi ha insegnato a fare delle piccole decorazioni e mi sono appassionato.”
In Lussemburgo come è andata?
“A partecipare eravamo in 1500, è stata un’esperienza impegnativa ma bella, mi sarei aspettato un diploma e invece è arrivato l’oro.”
Gorenszach mostra le foto delle modelle che posano con braccialetti, collane ed orecchini realizzati con il prosciutto crudo, materiale difficile da lavorare per la presenza del grasso. Con queste vere e proprie opere ha partecipato anche ad alcune trasmissioni televisive nazionali e ad altre manifestazioni.
Una grande zucca da lui intagliata è diventata un presepe che era visibile, durante le festività natalizie, in via Ristori a Cividale. Ma la zucca è solo uno dei tanti ‘materiali’, assieme ad altra frutta e verdura, che tra le dita di Gorenszach si trasformano per diventare non più solo pietanze ma  cose belle da assaggiare anche con lo sguardo.