C’è un paese della Rečanska dolina che forse mai come oggi si trova al centro dell’attenzione. Per il suo castagno secolare, ma non solo: per la sua storia. Ed è una bella storia, che si può in parte ripercorrere grazie a quanto ritrovato, rimesso a posto e organizzato grazie all’impegno di Paolo Tomasetig. Che di Canalaz in realtà non è (lo è la moglie Alba, della famiglia Žefcjova, mentre la famiglia oggi vive a Clenia), ma che nel paesino che si raggiunge da Liessa superando Brida inferiore, Brida superiore e Plataz, ha ormai messo le sue radici. Radici forti, come quelle del castagno che mi porta a visitare, non dopo avermi fatto vedere come ha recuperato alcuni edifici di proprietà della famiglia della moglie (“Due anni fa siamo riusciti a realizzare un riordino delle proprietà, era un sogno, avrebbero dovuto farlo già cinquanta anni fa…”), una croce in ferro quasi incastonata in una roccia (“significa il lavoro, la sofferenza e la fede”) posta accanto alla strada asfaltata che è stata realizzata solo nel 1973, poi un incredibile abbeveratoio, un monolite che risale al 1860 e che altrettanto incredibilmente un paio di anni fa qualcuno ha pensato bene di prenderlo a mazzate. “Lo abbiamo restaurato, ma è stato uno sfregio e un peccato, se si immagina la fatica e il lavoro per realizzarlo”, commenta Paolo.
Era il primo abbeveratoio posto lungo quella che un tempo era l’unica strada per arrivare al Prievalo. Pochi metri più avanti c’è un altro abbeveratoio, più grande, realizzato nel 1911.


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