A Clabuzzaro una conferenza sulla “Vecchia religione”

Negli ultimi anni in Slovenia è cresciuto enormemente l’interesse per lo studio della “Stara vera – la Vecchia religione”, che aveva forti presenze nella valle dell’Isonzo e, probabilmente, anche in Benečija. Era una religione “naturistica” con tratti comuni ad altre regioni, an-che in paesi lontani. Non ci sono date precise sulla sua diffusione, ma è dimostrato che aveva una sua forte presenza nel periodo della “ricristianizzazione” delle Prealpi Giulie dopo l’arrivo dei Franchi nell’800. Resistette per molti secoli, basti ricordare che nel 1331 il Capitolo di Cividale fu costretto ad ordinare il taglio di una enorme quercia “sacra”, venerata a Kobarid; lentamente andò estinguendosi negli ultimi secoli.
Una recentissima ricerca in questo campo è stata pubblicata da Pavel Medvešček con una ricca documentazione che riguarda le valli dell’Isonzo e dello Judrio, con alcuni cenni per la Benečija.
Numerosi sono i relitti che si possono collegare a questa religione – dai nomi, Velika Baba/Matajur, Mala Baba/Kuk, “gor na bab”, alle proprietà delle erbe officinali, ai fuochi dei solstizi e così via – come alcuni posti che avevano un significato particolare per gli adepti, come le grotte (Kavkna jama sia sul Matajur che vicino a Livške Ravne) o le cime (Trniški vrh).
L’argomento verrà approfondito in un incontro, che la Kobilja glava propone nell’ambito delle iniziative estive a Drenchia. La conferenza, a cui interverrà la professoressa Cirila Toplak dell’Università di Lubiana, si terrà a Clabuzzaro giovedì 26 luglio alle 20.30.

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