La presentazione della ristampa di una monografia, l’intitolazione di una via nel Centro studi, l’inaugurazione di una mostra. La figura dell’architetto e intellettuale Valentino Zaccaria Simonitti (nato a Vernasso nel 1918, è scomparso a Udine nel 1989) è stata ricordata a tutto tondo nella giornata di venerdì 15 settembre a S. Pietro al Natisone, nella cui scuola media statale italiana si è tenuta la presentazione del volume ‘Valentino Z. Simonitti, architetto e intellettuale di confine / arhitekt in intelektualec ob meji’ redatto dagli architetti Renzo Rucli e Giovanni Vragnaz. Proposto a dieci anni dalla morte di Simonitti a cura del Centro studi Nediža, il libro era ormai introvabile.

In apertura sono intervenuti il sindaco di S. Pietro, Mariano Zufferli, il dirigente della scuola media (progettata proprio da Simonitti) Nino Ciccone, il consigliere provinciale Fabrizio Dorbolò e il presidente provinciale dell’Ordine degli architetti, Paolo Bon. È stato Rucli poi a delineare le vicende che hanno riguardato la Benecia negli anni in cui Simonitti interveniva con interventi precisi nella vita culturale di questo territorio. Vragnaz si è invece soffermato di più sulla sua idea di architettura, sottolineando come Simonitti cercò di superare la distanza esistente tra cultura popolare e architettura moderna. Un esempio citato è l’uso dei materiali ripresi dalla natura del luogo (peculiarità di Simonitti erano i muri in sasso) “che non ha nulla a che fare con l’architettura tradizionale della Benecia ma ha piuttosto il ruolo di evocazione.” Vragnaz ha anche lodato “la straordinaria capacità di trovare la giusta misura” che si può notare nelle opere di Simonitti.

Un plauso alla (ri)scoperta di una grande figura culturale è stato fatto dall’architetto sloveno Robert Potokar, mentre Giovanni Corbellini, docente dell’università di Udine, inserendo l’opera di Simonitti nel quadro della produzione architettonica italiana, ha parlato di lui come di un “mediatore di una realtà stratificata e complessa”. Hanno chiuso l’incontro gli interventi di Adriana Scrignaro a nome degli organizzatori, e della deputata Serena Pellegrino, anche lei architetto. Tra il pubblico anche la sorella di Simonitti, Giuseppa, 92enne.

È seguito lo scoprimento della tabella bilingue con cui è stata intitolata a Simonitti la via antistante la scuola media Dante Alighieri. Più tardi è stata inaugurata, nel locale messo a disposizione da Federica Manzini in via Alpe Adria 52, la mostra sull’architetto, che comprende fotografie, progetti, riproduzioni in miniatura di interventi, scritti. A realizzarla un gruppo di giovani delle Valli del Natisone e della Slovenia, cosa che a Simonitti sarebbe di certo piaciuta. Tra gli interventi quello di Alessia Marescutti, che sulla casa di Simonitti a S. Pietro, in buona parte distrutta da un incendio, ha realizzato la sua tesi di laurea.