“Si sta vicini per fare miracoli / non per ripetere il mondo che già c’è / che già siamo.” Questa breve, folgorante poesia di Franco Arminio, poeta e paesologo, è l’epigrafe perfetta per descrivere anche questa 26ª edizione di Stazione di Topolò_Postaja Topolove che si terrà dal 12 al 21 luglio. Come d’incanto, ci spiegano i curatori, si avvicinano progetti e persone come calamitati dal borgo più estremo della Rečanska dolina. E non sempre si tratta di artisti, avendo ormai la Stazione aperto il proprio campo a discipline scientifiche com’è il caso, quest’anno, della lichenologia, cioè lo studio dei licheni, piccolo mondo che ha però la capacità di rivelare come una cartina di tornasole lo stato dell’inquinamento atmosferico. A introdurre il pubblico nel pianeta dei licheni sarà una specialista del settore, la professoressa Deborah Isocrono, docente presso la facoltà di Botanica dell’Università di Torino. Lo farà accompagnando il pubblico nei sentieri che circondano il paese, sentieri recentemente recuperati dall’associazione Robida, sempre di Topolò.

Nel gioco di scatole cinesi che vede Topolò contenere la Postaja che a sua volta contiene le Ambasciate e vari Istituti, merita particolare attenzione l’Accademia del Passo Ridotto, dedicata al cinema in Super8, una collaborazione tra docenti di cinema dell’accademia di Brera (Gianfilippo Pedote ed Elvio Annese), la regista Alina Marazzi e la nostra Dora Ciccone. Quest’anno viene presentato l’archivio di Cinescatti, un’associazione con sede a Bergamo e che raccoglie i filmati amatoriali, di famiglia, per tracciare una storia solo apparentemente minore dell’Italia. Sempre in campo cinematografico, la presenza di due vincitrici dell’Oscar europeo per il miglior cortometraggio: Cristina Picchi (2013) e Sara Fgaier (2018).
Ma, come spesso accade, la Stazione è anche una prima vetrina per il cinema sloveno, quest’anno rappresentato da Miroslav Mandič, Niko Novak, Matej Jerman e dagli allievi di un workshop condotto da Jan Cvitkovič presso l’Accademia d’Arte di Nova Gorica. La Postaja darà modo di conoscere anche il lavoro di un’artista delle Valli molto apprezzato anche a livello internazionale: Marco Mucig. Le proiezioni prevedono ancora video dell’americano Michael Delia, del portoghese Rui Lopez Vieira e il film Selfie, un gioiello presentato a Topolò dal suo produttore Gianfilippo Pedote, oltre a Maman maman, presentato dalla curatrice del festival berlinese Woche der Kritik, Vivien Buchold.

Con il cinema, a farla da padrone sarà anche la musica. La nuova stella del canto friulano, Elsa Martin (finalista quest’anno al Premio Tenco) sarà impegnata in ben 3 appuntamenti: con il narratore Angelo Floramo (sulla poesia friulana del ‘900), con il disegnatore Cosimo Miorelli e con uno dei maggiori pianisti italiani, Stefano Battaglia (concerto dedicato alla poesia di Pierluigi Cappello).
Domenica 14, la piazzetta di Topolò vedrà l’Orchestra Abimà impegnata nell’ultima opera scritta dal compositore ebreo Viktor Ullmann, nell’ambito del festival a lui dedicato.

Da luoghi estremi provengono due sperimentatori sonori: Björk Viggósdóttir, islandese, e il neozelandese Ian-John Hutchinson. Con loro, il duo sloveno Tomaž Grom – Samo Kutin, il gruppo lubianese Autodafè (nella foto), che festeggia a Topolò il suo venticinquennale e, ancora, il gradese Alessandro Fogar che farà ‘suonare’ i muri del paese, il chitarrista Maurizio Fabrizio insieme alla fotografa Giulia Iacolutti in un progetto basato sulla mappa di Topolò. Sempre nell’ambito della sperimentazione, il duo composto dai ravennati Giovanni Lami e Glauco Salvo.

La Stazione sarà anche il palcoscenico per il coro ‘di casa’ Fajnabanda, con uno spettacolo ispirato al viaggio, ‘Po poti’, e le carinziane Prapotnice, il talentuoso pianista e compositore Francesco Imbriaco con un quartetto d’archi e la immancabiliTopolovska Minimalna Orkestra, impegnata in un omaggio a Steve Reich e Les Tambours de Topolò.
Ritorna Pif (domenica 21 luglio) con un programma a sorpresa (come suo solito). Il pilastro della Postaja, Valerio Bergnach, inaugura un geniale archivio radiofonico che raccoglie voci e suoni di 20 anni di Stazione. Per le arti performative, Titta Cosetta Raccagni e la disegnatrice milanese Francesca Zoboli, con un laboratorio notturno basato sulle ombre.

Nell’ambito delle manifestazioni per ricordare il 500esimo della morte di Leonardo da Vinci, presso la Sala Blu del municipio di Clodig, da venerdì 12 si potranno ammirare i progetti, le installazioni e le scenografie di Gaetano Ricci, uno dei più ‘leonardeschi’ artisti italiani e già protagonista a Topolò con due spettacolari installazioni negli anni ’90 (la clessidra e la piramide riflettente, oltre ai cavalli in vetroresina che si incontrano sul sentiero Topolò-Livek).

La Sala d’aspetto, per la poesia, ospita un omaggio, scultoreo e vocale, al poeta russo Osip Mandelštam e i poeti Adriano Padua, Nicola D’Altri e Tiziana Cera Rosco.
Infine Tommaso Chiarandini, colonna dei Tambours de Topolò, presenterà gli esiti del suo dottorato ‘Immagini e linguaggi dell’antislavismo fascista tra centro e periferie (1919 – 1934)’, di grande interesse per la lettura della storia di questo confine. (a.z.)

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