In Slovenia è il caso editoriale del decennio, non solo dell’anno: oltre 9 mila copie vendute, il premio Kresnik al miglior romanzo dell’anno, il pubblico che affolla ogni presentazione del libro. ‘Belo se pere na devetdeset’, il romanzo d’esordio di Bronja Žakelj, sembra ora suscitare lo stesso interesse anche nella nostra regione grazie alla casa editrice Bottega errante che propone il romanzo al pubblico italiano nella traduzione di Michele Obit.
Dopo il grande successo riscosso a Pordenonelegge, dove il 22 settembre è stata presentata in anteprima la versione italiana ‘Il bianco si lava a novanta’, il libro è stato accolto molto favorevolmente anche a Trieste. L’autrice slovena è stata ospite della rassegna ‘Barcolana – Un mare di racconti’ venerdì 4 ottobre. A dialogare con lei, davanti ad una sala gremita, la professoressa Neva Zaghet.
Il romanzo di Bronja Žakelj (autrice quasi 50enne, è laureata in giornalismo ma lavora nel settore bancario) è completamente autobiografico ed inizia raccontando la vita familiare a Lubiana tra gli anni ’70 e ’80. Un’infanzia felice che si interrompe con la malattia e la morte della madre, dovuta a un tumore, avvenuta quando l’autrice aveva 14 anni. Ad essa farà seguito un silenzio su quell’avvenimento che proseguirà anche quando lei stessa, agli inizi del proprio percorso universitario, si ammalerà per un linfoma. Costretta a sopportare da sola la malattia e le terapie, Bronja sopravviverà momenti drammatici, a cui ne faranno seguito altri.
Bronja Žakelj presenterà il suo romanzo anche a Gorizia il 31 ottobre all’interno di ‘Il libro delle 18.03’.