Burnjak-6Fino al 1959 Montefosca era raggiungibile a piedi o con una teleferica, solo in quell’anno venne costruita la strada. È una delle tante – piccole ma importanti – informazioni contenute nella sala dell’ex scuola del paese che è oggi sede museale e infopoint grazie al progetto europeo ZborZbirk. Si tratta, come noto, del progetto dedicato alla valorizzazione delle collezioni locali del patrimonio culturale dell’area transfrontaliera situata tra le Alpi ed il Carso in territorio sloveno e italiano. Un patrimonio estremamente interessante, ma anche prevalentemente dimenticato, che viene ora presentato al pubblico in collaborazione con i collezionisti, gli abitanti locali e diversi esperti in materia. Al progetto hanno aderito (lead partner è la sede staccata di Nova Gorica del Centro di ricerche scientifiche dell’Accademia di scienze ed arte di Lubiana) anche i Comuni di Lusevera, Taipana e Pulfero, oltre all’Istituto per la cultura slovena, che in realtà è stato, da quando il progetto è partito, il vero ‘motore’. Una scelta lungimirante.
Quello di Montefosca è il museo che, attorno alla figura dei ‘blumarji’, raccoglie la storia, i personaggi, gli oggetti che riguardano il paese. È stato, quello di sabato – come hanno sottolineato le parole del sindaco Camillo Melissa, del commissario della Comunità montana Sandro Rocco e del rappresentante dell’università di Udine, anch’essa partner del progetto, Roberto Dapit – un momento significativo per una realtà, nonostante la presenza di due agriturismi e di una latteria, che sente il peso del calo demografico e dell’‘abbandono’ da parte delle autorità politiche regionali e statali.
Il progetto, ha spiegato la project manager Špela Ledinek Lozej, ha anche consentito ai ricercatori di conoscere il territorio. ZborZbirk sta diventando quindi l’elemento di legame, all’interno di una comunità, tra passato, presente e futuro. E di futuro serve parlare – ne ha accennato Marina Cernetig, che per l’ISK sta seguendo l’intero progetto, dopo il saluto di Graziano Specogna a nome dei blumarji – a proposito di sedi museali che, una volta realizzate, devono anche rimanere aperte.