Settima pubblicazione della collana ‘incentro’ dedicata alle città italiane, è stata da poco data alle stampe per Odòs, casa editrice e libreria turistica gestita a Udine dallo sloveno Marco Vertovec, la guida su Cividale e sui Colli orientali. L’autrice è la giovane Sara Rovera, che ha presentato il volume domenica 17 dicembre nella sala Somsi della cittadina ducale assieme alla direttrice della collana, Elena Commessatti.
Una guida necessaria, è stato detto, perché “di Cividale, nonostante sia dal 2011 patrimonio dell’Unesco, si parla ancora troppo poco. È un gioiello attraente ma allo stesso tempo misterioso.”
A metà strada, editorialmente, tra una pubblicazione del Touring club ed una di Lonely planet, la guida presenta il territorio cividalese e quello dei Colli orientali sotto vari aspetti, non dimenticando – ne va dato atto con soddisfazione – quanto le vicine Valli del Natison possono offrire dal punto di vista naturalistico, culturale e gastronomico.
Si parte con un ritratto della città e della sua storia, per passare ai ritratti dei personaggi più rinomati e degli artisti che hanno plasmato e dato lustro al panorama culturale cividalese, iniziando da Paolo Diacono per concludere con l’importanza della presenza della cultura slovena attraverso le associazioni che da decenni vi operano. E tra chi ha usato ed usa la parola per raccontare questo territorio sono presenti nella guida, attraverso i loro versi in dialetto sloveno, anche Aldo Klodič ed Andreina Trusgnach. Ci sono poi le Top5, i cinque posti preferiti da alcune personalità del luogo, le passeggiate lente (ed una pagina qui è dedicata ai toponimi sloveni delle piazze cividalesi), e quanto di meglio può offrire Cividale come artigianato, ricettività e gastronomia. Quindi lo sguardo si sposta su quanto possono offrire, soprattutto dal punto di vista vinicolo, i Colli orientali, attraverso degli itinerari che sono però a più ampio raggio: uno di questi porta alle Valli del Natisone, per conoscere “le verdi vallate che circondano Cividale in cui è viva e radicata la cultura slovena”. E qui tra le attrattive non mancano il museo SMO, descritto molto bene, ma anche gli ortaggi di Gabriella Marzaro ed i prodotti caprini di Alessia Berra.