Pif: “Topolò è il mio piccolo segreto”

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Per la quarta volta ospite della Postaja (Moreno Miorelli ha raccontato il primo incontro, avvenuto nella metro di Milano dove stava proiettando dei video), Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, conduttore televisivo, autore televisivo, regista, attore e scrittore palermitano, è arrivato domenica pomeriggio a Topolò da Bolzano ed il giorno seguente è ripartito per Roma. Tra un ‘selfie’ ed una cena a base di štakanje e čevapčiči, prima di presentare e commentare il suo film ‘La mafia uccide solo d’estate’, ha risposto ad alcune nostre domande. La prima è una mera curiosità e si rifà alla campagna pubblicitaria televisivia di una compagnia di telefonia mobile a cui Pif presta il volto.

Ma il bubble football esiste veramente?

“Esiste, come tutte le passioni che trattiamo in quelle pubblicità. Nasce nel Nord Europa, ed è molto praticato nel paese di cui è originario Gianni Morandi, Monghidoro. È uno sport divertente, stancante ma divertente.”

Cosa ti porta già per la quarta volta a Topolò?

“La prima cosa ad avermi colpito è stata il nome. Poi… non lo so. Il luogo, le persone che organizzano la Stazione… Qui è tutto speciale.” Ma hai occasione di raccontare qualcosa di Topolò quando riparti? “Ne parlo con gli amici, ma mai pubblicamente. È un mio piccolo segreto.”

A Topolò avresti dovuto proporre un lavoro nuovo...

“Sì, uno spettacolo teatrale con alcuni amici, tra cui il giornalista Lirio Abbate, minacciato di morte dalla mafia. È un progetto che momentaneamente è stato sospeso. Volevamo parlare ancora di mafia, ma sempre con un tono ironico.”

Come in ‘La mafia uccide solo d’estate’. Stai lavorando ad un nuovo film?

“Cominceremo a lavorarci da settembre, ma per ora non abbiamo ancora il soggetto.”

(m.o.)

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