Casa Raccaro a Biacis, un edificio pregevole architettonicamente e restaurato con un precedente progetto europeo, è rinata grazie ad una raccolta museale –  dedicata alle manifestazioni rituali e folcloriche del Comune di Pulfero (pust, koleda, devetica) ed agli utensili utilizzati un tempo da fabbri, falegnami ed altri artigiani – inaugurata sabato scorso insieme ad un info-point turistico. Rakarjov1
Il progetto è aperto ad ulteriori ampliamenti ed approfondimenti ed il Museo di Casa Raccaro potrà crescere nel tempo se la comunità locale vorrà contribuire (con oggetti, utensili ed altro materiale conservato nelle famiglie) a non disperdere una ricca ed originale eredità culturale e a non spezzare il filo della tradizione, se vorrà trasmetterla alle nuove generazioni e farne allo stesso tempo un richiamo per studiosi e turisti. Intanto il primo importante passo è stato compiuto ed è un’importante realizzazione per tutte le Valli del Natisone.
Questo è il primo tassello del progetto europeo ZborZbirk – L’eredità culturale nelle collezioni fra Alpi e Carso, finanziato nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia – Slovenia, di cui sono partner anche il Comune di Pulfero e l’Istituto per la cultura slovena – ISK che ha promosso e contribuito ad elaborare il progetto sul versante italiano, lo coordina ed ha curato anche la realizzazione del Museo di Casa Raccaro.
Altre collezioni museali ed etnografiche pubbliche (partner del progetto sono anche i comuni di Lusevera e Taipana) e private, da Prepotto a Ugovizza, verranno messe in rete tra di loro e con le collezioni presenti sul versante sloveno. Tutte saranno inoltre presentate in modo godibile (e con rigore scientifico) e visitabili anche in rete sul sito web del progetto che si concluderà il prossimo anno. Già da adesso si può dire che tratta di un bell’esempio di buona cooperazione transfrontaliera e di buona prassi nella realizzazione dei progetti europei. Un altro attestato di qualità per l’Istituto per la cultura slovena che ha appena realizzato, sempre con fondi europei, il centro multimediale SMO.