Multimedijski muzej SMO (Slovensko multimedialno okno) v Špietre bo praznovau suojo parvo lieto delovanja (odparli so ga 14. dečemberja lanskega lieta) z velikim kulturnim dogodkom, ki ga organizava kupe z Inštitutom za slovensko kulturo an bo v saboto, 27. dičemberja od 19. ure napri.
S telo pobudo predstavijo muzej an čezmejni teritorij, o katerem guori, skuoze glasbene an literarne nastope, predstavili bojo tudi filme an videodokumentarce.SMO1

Una notte allo SMO. Non per autocelebrarsi, ma per far ancor di più conoscere, ad un anno di distanza dall’apertura, una realtà culturale che rappresenta  ormai un segno distintivo, oltre che per il territorio delle Valli del Natisone, anche per l’intera regione. Sabato 27 dicembre, dalle 19, una serie di eventi – curati da tutti gli artisti che con l’ideatrice del museo, Donatella Ruttar, hanno collaborato alla sua realizzazione – racconteranno il paesaggio culturale confinario. “Una notte per stare assieme, tra riflessione ed arte, per conoscerci ed apprezzare i luoghi in cui viviamo”, dice Donatella, alla quale chiediamo innanzi tutto un bilancio di questo primo anno dello SMO. “Assolutamente positivo, guardando intanto alle frequentazioni, alle visite che sono state davvero tante. Ma più importante è che sono state gratificazioni, che hanno lasciato un segno positivo. Alcune persone anche in modo sorprendente, penso a docenti universitari che mi hanno stimolato ancora di più, invogliato a comprendere io stessa il lavoro che avevo svolto. Erano persone che per altro, a loro dire, mai si sarebbero aspettate di trovare un simile spazio d’arte contemporanea a San Pietro al Natisone. È stata stimolante anche la risposta dei visitatori che lavorano nel settore turistico, di chi organizza visite nel territorio. E poi molti giovani. Sono tutti segnali positivi.”
Lo SMO ha dunque una sua forza anche dal punto di vista turistico?
“Potrebbe essere un perfetto punto di partenza, perché ha una forte empatia con questi luoghi, stimola alla conoscenza. Non promuove il territorio in forma banalmente positiva, ma incuriosisce, induce a guardarsi attorno.”
Un anno di vita del museo, ma già si lavora al suo ampliamento. È così?
“Abbiamo già intrapreso una serie di lavori di sviluppo dei contenuti dello SMO, il 27 dicembre ad esempio inaugureremo i nuovi libri parlanti, mostreremo altri video culturali, l’Atlas verrà implementato.”
Cosa ha significato per te questa esperienza, cosa ti ha portato?
“Sono molto grata allo SMO, mi ha consentito di conoscere una parte ampia del nostro territorio, scoprendo la bellezza di un paesaggio che vorrei tutti conoscessero a fondo, continuassero ad abitarlo in modo creativo, al fine di avere un progetto comune, di prendersi tutti cura di questi luoghi. Mi piacerebbe diventasse un grande ‘giardino’ dove l’attività di tutti contribuisse a rendere appieno la bellezza del territorio. Solo dalla bellezza si può ripartire.”