azzida-potresCon la mostra Riba Faronika, organizzata in collaborazione con circolo Ivan Trinko, ISK e Beneška galerija in occasione del quarantennale del terremoto del maggio 1976, il Centro studi Nediža ha voluto tracciare un piccolo atlante commemorativo, che ponesse in relazione quanto successo in Friuli – e nelle Valli del Natisone – con analoghi eventi catastrofici accaduti nel corso del tempo, in tutto il mondo. Questo utilizzando come elemento visivo e simbolico i francobolli emessi in occasione di eventi sismici (o di anniversari di quegli eventi) dai vari paesi colpiti, nonché i timbri, gli annulli postali, le cartoline e le buste su cui sono impressi. La mostra si completa con una selezione di filmati ripresi dalle camere di sorveglianza di edifici pubblici e privati, reperiti nel web e rimontati a cura dell’artista e fotografa Irene Lazzarin, in cui si possono vedere “in diretta”, senza bisogno di parole, gli effetti prodotti negli ambienti della nostra quotidianità da ciascuno dei “colpi di coda” conseguenti al continuo assestamento della crosta terrestre. Le immagini esposte provengono dalla collezione filatelica messa a disposizione dal professor Peter Suhadolc, sismologo, docente presso l’Università degli Studi di Trieste, che in quest’occasione ha anche tenuto degli incontri didattici nelle scuole primarie di San Pietro al Natisone. Ad essi ha fatto seguito un laboratorio creativo condotto dall’illustratrice Luisa Tomasetig, durante il quale i ragazzi delle classi quinte hanno progettato due francobolli personalizzati (stampati in Slovenia e con corso legale) sul tema del terremoto. ‘Sred vasi, istantanee del cambiamento’ è invece il titolo dell’esposizione che troverà spazio nell’ex bar nella piazzetta centrale di Azzida (inaugurazione sabato 14 maggio alle 17) e nel bar di Vernassino (apertura domenica 15 alle 12). Un percorso basato su fotografie e testimonianze che – sottolinea il Centro studi Nediža presentando il progetto – pur se parziale “è esemplificativo delle vicende di molti, ci siamo rivolti ad alcuni abitanti dei paesi delle Valli che hanno maggiormente sofferto le conseguenze del sisma: Azzida – che li simboleggia tutti come sede di questa esposizione -, Vernasso, Clenia, Puoje; tutti in comune di San Pietro al Natisone, classificato all’epoca della catastrofe come gravemente danneggiato. La scelta di un ex bar come spazio espositivo non è casuale e risponde all’intenzione di riaprire un locale pubblico in paese – dedicato alla lettura e alla visione – seppur per la durata limitata della mostra.”