‘Contro-sguardo’ è il titolo della mostra che unisce Renzo ed Elena Rucli, padre e figlia, e le loro opere esposte da sabato 30 novembre nella Beneška galerija di San Pietro al Natisone. “Oltre al cognome e al fatto di essere entrambi architetti – ha scritto Antônio Frederico Lasalvia nella sua nota critica all’esposizione – i Rucli condividono l’interesse per la manualità del dipingere, tema che è ai margini delle pratiche artistiche contemporanee da quando il ready-made ha allontanato l’abilità tecnica e la mano dal discorso dell’arte. Tuttavia, il modo in cui Renzo ed Elena si rapportano al mezzo pittorico e ciò che cercano di ottenere attraverso di esso differisce radicalmente.”

Come? Lo hanno spiegato i due artisti nel corso dell’affollata inaugurazione, iniziata con una presentazione di Dora Ciccone a nome del collettivo Robida di Topolò, che ha curato l’esposizione. Renzo Rucli ha spiegato poi come la sua esigenza di dipingere sia recente, anche se in qualche modo rappresenta la continuazione della sua professione, quella di architetto. Ora, invece di lavorare sulla tridimensione, ha a disposizione una superficie piana sulla quale crea forme geometriche, usando i colori. Una forma in particolare lo attrae, ed è il quadrato, sempre presente, in modo diretto o sfuggevole, nelle sue composizioni. “È una figura semplicissima, che non trova corrispondenza in natura ma che nel corso della storia dell’arte ha avuto il suo peso” ha spiegato Renzo, che ha concluso ricordando come “ognuno di fronte a un dipinto fa una sua sintesi personale, ma ci sono nella storia dell’arte dipinti che hanno qualcosa di più, che io interpreto come bellezza.”

 

Elena ha raccontato di essere molto influenzata, nel suo creare, dall’ambiente in cui vive, quindi da Topolò e dai suoi dintorni. I suoi dipinti sono minimalistici, solo negli ultimi tempi usa dei colori che a volte sono in contrasto, a volte tono su tono. Diversamente dal padre, usa anche la tela tonda. Un’altra differenza è come in lei il caso influisce sull’opera finale. “Caso e ordine, natura e artificio, intuizione e razionalità, naïveté e disciplina sono accostati in contro-sguardo. All’interno di questo scambio lo spettatore si trova al centro di un dialogo sfaccettato che emerge dal confronto dei mondi visivi familiari a Renzo ed Elena Rucli” è la conclusione dell’intervento di Antônio Frederico Lasalvia, pubblicata in un piccolo opuscolo trilingue (italiano, sloveno e inglese).

Nel corso dell’inaugurazione c’è stato anche un intervento sonoro, ad opera di Ruben Del Zotto.

La mostra rimarrà aperta fino al 12 gennaio 2025.