Con le nove firme, a rappresentare 25 Comuni italiani (inseriti, a parte Cividale e Prepotto, nella Comunità di montagna del Natisone e Torre e in quella del Canal del Ferro e Val Canale) e 5 sloveni (Kobarid, Tolmin, Bovec, Kanal ob Soči e Brda), si è aperto ufficialmente il percorso che porterà alla costituzione del Gect (Gruppo europeo di cooperazione territoriale) denominato ‘Skupne doline – Valli condivise’. Le firme sono state apposte a calce della lettera di intenti sabato 17 gennaio a Kobarid in occasione del 54º incontro tra sloveni della Benecia e dell’Alto Isonzo.

La Regione continuerà a supportare i prossimi passi che dovrete affrontare congiuntamente. Sono infatti convinto che la richiesta di confronto su entrambi i lati di quello che era un confine ora si conferma come terreno fertile per la costruzione di nuove opportunità condivise.

Massimiliano Fedriga

Presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia

Dopo il saluto del sindaco di casa, Marko Matajurc, è stato il direttore del Posoški razvojni center (Centro di sviluppo dell’Alto Isonzo) Simon Škvor a spiegare come “per molti anni questi incontri sono stati dedicati al tema dello sviluppo di questo territorio transfrontaliero, abbiamo cercato nuovi modelli e pensato a nuovi progetti. Lo scorso anno a Bovec abbiamo deciso che era arrivato il momento di fare una proposta concreta. Si chiude un capitolo in cui si è parlato del come trovare una collaborazione, ora ne apriamo uno nuovo.” Škvor ha poi spiegato che gli amministratori si prenderanno ora un anno di tempo per coordinare tutte le formalità e le questioni legate ai contenuti del progetto. Lo stesso direttore del Posoški razvojni center, assieme a Renata Purpura, direttrice della formazione permanente continua e superiore del Civiform di Cividale, ha presentato le caratteristiche del territorio compreso nel Gect, che conta poco meno di 80 mila abitanti, e il quadro generale nel quale saranno evidenziate le iniziative di sviluppo.

I quattro pilastri

“Oltre che alcuni aspetti trasversali, che caratterizzano quest’area, cioè la questione demografica, la qualità della vita, la valorizzazione del territorio e il turismo sostenibile – ha affermato Purpura – abbiamo immaginato quattro pilastri principali che guideranno le strategie. Sono il rafforzamento dell’economia rurale e della bioeconomia, la cura e gestione del patrimonio naturale e culturale, il miglioramento della connettività, della mobilità e delle infrastrutture, infine la realizzazione di attività educative transfrontaliere.”

Dal punto di vista formale, come ha spiegato Purpura, il prossimo passo sarà la redazione dello statuto e della convenzione dell’ente, saranno poi necessari dei mesi per avere l’avallo da una parte del Consiglio dei ministri a Roma e dall’altra del governo di Lubiana. Come si finanzierà il Gect? Questi ha una sua natura giuridica, quindi avrà a disposizione dei contributi da parte dei propri membri, in maniera stabile (come valore iniziale è stata immaginata la cifra di 150 mila euro), potrà accedere però anche a finanziamenti europei, nazionali e regionali. Il Gect dovrà essere costituito in uno dei due Paesi, e la proposta è quella della sede presso il municipio di San Pietro al Natisone.

Ha poi preso la parola il presidente della Comunita di montagna del Natisone e Torre, Antonio Comugnaro, che ha tra l’altro ricordato i motivi che hanno spinto gli amministratori a concretizzare questo nuovo percorso: “Vogliamo creare un organismo transfrontaliero che abbia come obiettivo il bene e il futuro della nostra gente, dell’economia e dell’ambiente delle nostre vallate. Le Alpi Giulie sono divise dal punto di vista politico e amministrativo tra due Stati, ma costituiscono un ecosistema naturale antropico ed economico che ha dei forti elementi di unità. Ci unisce la presenza della minoranza slovena che sul versante italiano, insieme alle realtà friulana e tedesca, fa delle Alpi Giulie un piccolo compendio d’Europa.”

Il sostegno di Fedriga

È stata quindi Sandra Sodini, capo di gabinetto della giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, a leggere un messaggio dal governatore Massimiliano Fedriga. Ricordando il suo appoggio in passato alla candidatura di Nova Gorica e Gorizia come Capitale europea della cultura e alla costituzione del Gect che unisce Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba, Fedriga nel messaggio ha affermato di sostenere con estremo favore e convinzione la firma della lettera d’intenti del nuovo Gect. “La Regione – ha proseguito – continuerà a supportare i prossimi passi che dovrete affrontare congiuntamente. Sono infatti convinto che la richiesta di confronto su entrambi i lati di quello che era un confine ora si conferma come terreno fertile per la costruzione di nuove opportunità condivise.”

Prima dei brevi interventi delle senatrici Tatjana Rojc e Francesca Tubetti, del parlamentare sloveno Danijel Krivec e dei sindaci di Bovec, Brda e Cividale, ha preso la parola il vicepremier sloveno Matej Arčon, a cui, come è stato riconosciuto da più parti, va il merito di avere per la prima volta indicato, in un incontro avvenuto due anni fa in Val Canale, quella del Gect come la strada possibile per un quanto mai necessario rilancio del territorio transfrontaliero. Lo stesso Arčon, sottolineando come l’idea iniziale era ancora più ampia, intendendo coinvolgere anche Comuni austriaci, ha ricordato il percorso iniziato quindici anni fa per il Gect Go (che ha seguito da vicino come allora sindaco di Nova Gorica), un percorso non facile in cui i fattori importanti sono stati, secondo il ministro, la fiducia, la determinazione e la pazienza.

(m.o.)