La sempre più sporadica manutenzione dei boschi. L’intensificarsi dei fenomeni climatici estremi, con le piogge concentrate in poche ore. E una nuova patologia che colpisce i frassini.
Una serie di concause quindi che, nell’ultimo fine settimana di settembre, fra il 28 e il 29, hanno prodotto interruzioni di corrente e frane. Al punto che l’intero comune di Drenchia ha rischiato di rimanere isolato.
Il conto dei danni che fa il sindaco Francesco Romanut spiega le dimensioni di quanto accaduto: “Abbiamo avuto una frana sulla strada fra Obenetto e Lombai all’altezza della fontana, un’altra, grande, nei pressi di Clabuzzaro, una subito dopo il ponte di Peternel e alcune frane più piccole sull’altro versante fra Clodig e Trusgne.”
Oltre a diversi alberi caduti sia sulle strade che sulle linee che trasportano la corrente elettrica, tanto che ancora mentre scriviamo, martedì 8 ottobre, ad Obenetto l’elettricità arriva solo grazie ai generatori.
Nella maggior parte dei casi – ci dice Romanut – gli interventi di ripristino delle viabilità sono stati eseguiti dai comuni di Drenchia e Grimacco. Per l’evento più grande, nei pressi della frazione di Clabuzzaro, è intervenuta anche la Protezione civile e saranno necessari ulteriori lavori. Mentre a Peternel, a poca distanza da un’altra frana avvenuta ad agosto, si è reso necessario anche l’intervento dei Vigili del fuoco.
Il sindaco spiega di aver già preso contatti con l’Ente di Decentramento Regionale di Udine (EDR) che ha in gestione la ex provinciale 45 (‘panoramica’) che ha già fatto un sopralluogo. Inoltre, ricorda di aver già pubblicato un’ordinanza, lo scorso 6 agosto, analoga a quella del primo cittadino di Grimacco David Iurman.
Nel provvedimento si intima ai proprietari dei boschi adiacenti alla ex sp 45 di provvedere all’abbattimento degli alberi pericolanti insistenti lungo la strada ‘entro una fascia dalla sede stradale di 6 metri a monte e 5 metri a valle’ e di tutte quelle piante ‘morte in piedi’ che con la loro altezza possano raggiungere la carreggiata. Nel caso i proprietari siano impossibilitati a procedere possono richiedere alle due amministrazioni comunali di farsi carico dei lavori.

Scarsa manutenzione e una nuova malattia dei frassini

La scarsa manutenzione dei boschi, sappiamo, è dovuta a decenni di abbandono conseguenza anche dello spopolamento dei comuni.
In questi ultimi anni a questo problema si è aggiunto anche un nuovo parassita che colpisce le piante di frassino.
Ci spiega Francesco Boscutti, professore in Botanica ambientale e applicata dell’Università di Udine, che si tratta di un patogeno fungineo denominato Chalara fraxinea. Il primo caso in Europa risale al 1992 quando è stato accertato in Polonia. In Italia è arrivato nel 2009 proprio sul confine con la Slovenia. Boscutti ricorda che il maggior numero di infezioni in regione è stato rilevato nelle Valli del Torre, ma la malattia si sta diffondendo anche nelle Valli del Natisone.
Secondo il professore, dunque, potrebbe essere certamente all’origine di alcune cadute di alberi. E indirettamente, nei boschi in cui c’è un’elevata presenza di frassini potrebbe essere anche una concausa dell’intensificarsi di eventi franosi, visto che le radici delle piante malate non trattengono il terreno.
Secondo Boscutti, però, il problema principale è la scarsa manutenzione dei boschi. E in secondo luogo i cambiamenti climatici. Negli ultimi anni, sebbene l’ammontare delle precipitazioni annue rimanga grossomodo lo stesso, queste si concentrano in periodi di tempo più brevi alternati, a volte, a periodi di siccità.
Un problema complesso quindi cui la politica fatica a far fronte. “Servirebbe – dice Romanut – una pianificazione strutturata di tutto il territorio, sul modello di quanto fatto a Sappada o in Trentino. E su quella base procedere a investimenti mirati per la salvaguardia del territorio e delle comunità”.
Senza questo genere di programmazione – è evidente – diventa difficile pensare di attrarre nuovi residenti o creare smart communities.