Most kot akronim (Miganje opazovanje sluh teritorij, pa tudi Movimento osservazione suono territorio, pa tudi Movement observation sound teritory), predvsem pa kot “simbol povezanosti med realnostmi, situacijami, kulturami, med ljudmi in jeziki, most kot prehod od tukaj do tam, iz nečesa, kar je bilo, do nečesa, kar bo. Most med realnostjo in nerealnostjo, med sanjami in resnico, most za novo možnost, za drugo pot, za drugo življenje”. S temi besedami je pri Juljovi hiši predsednik društva Topolò Topoluove Valerio Bergnach odprl prvo izvedbo prireditve, ki je potekala v beneški vasici od petka, 22., do nedelje, 24. avgusta.
Organizatorji (v prvi vrsti so to bili Alessandra Breda, Antônio Frederico Lasalvia, Barbara Stimoli, Titta C. Raccagni, Thomas Lehn, Tiziana Bertoncini in Valerio Bergnach) niso skrivali dejstva, da je prireditev, ki jo je financirala Dežela Furlanija – Julijska krajina, nekako nastala v duhu Postaje Topolove, morda tudi z malo nostalgije po preteklosti (“skupino, ki je oblikovala prireditev, sestavljajo nove prebivalke vasi, ki so se približale Topolovemu zaradi Postaje, kateri želijo izraziti posebno hvaležnost,” je med drugim povedala Titta C. Raccagni), pa tudi s pogledom v prihodnost.
Odprtja se je udeležil tudi župan Občine Grmek David Iurman, ki je pohvalil delo društva Topolò Topoluove in kolektiva Robida, pa tudi vaščane, ki skrbijo, da je vas vedno čista in urejena ter pripravljena gostiti ljudi.
Non poteva mancare il pane di Maria Mohorinka con la scritta dell’iniziativa che si è tenuta a Topolò lo scorso fine settimana.
All’inaugurazione di Most è intervenuto anche il sindaco di Grimacco, David Iurman, che ha elogiato il lavoro dell’associazione Topolò Topoluove e del collettivo Robida per continuare a fare del paese un luogo di cultura conosciuto anche oltre i nostri confini.
Un ponte tra vecchio e nuovo, tra l’immaginabile e il reale
Un ponte tra i vecchi e i nuovi abitanti del paese, tra le generazioni, ma anche tra la vita del paese e le arti, tra ciò che è immaginabile e ciò che è reale. È questo il senso dell’iniziativa voluta dall’associazione Topolò Topoluove, e denominata Most, per riprendere in qualche modo il filo interrotto qualche anno fa della Postaja.
Una serie di installazioni, in prevalenza sonore, hanno accompagnato per tre giorni, da venerdì 22 a domenica 24 agosto, il visitatore nel paese e nei suoi dintorni. Con un video Antônio Federico Lasalvia ha testimoniato un suo intervento del 2023, quando ha clandestinamente scambiato la terra appartenente a due Paesi confinanti. ‘Disegno in Suono’ è la stata la registrazione di un programma radiofonico di Radio Robida con i ‘suoni di segni’ di Elena Rucli. I suoni di Topolò sono stati ripresi da Valerio Bergnach in ‘Trasmissioni dal passato’, mentre Francesco Schievano (con la partecipazione di Italo, Angela e Aldo) ha proposto alcune tracce e memorie di quando a Topolò c’era la scuola. Ancora legati al suono gli interventi di Tiziana Bertoncini, Serij Morimoto e Attila Faravelli, Bertoncini assieme a Thomas Lehn e Francesco Schievano ha raccolto oggetti abbandonati nelle case del paese, Titta C. Raccagni si è dedicata a un “esperimento analogico senza pretese”.
Oltre alle installazioni è stata organizzata, nel corso delle tre giornate, una serie di eventi. Tra queste l’apertura della casa Pihuova ai suoni del pianoforte e del sintetizzatore analogico di Thomas Lehn, i concerti per voce e oggetti e per voce e fischietti per uccelli di Ute Wassermann, la ‘camminata dell’attenzione’ di Alessandra Breda, uno studio per violino e danza di Tiziana Bertoncelli e Barbara Simioli, l’azione partecipata ‘per una cura multispecie’ pensata e realizzata da Titta C.
Raccagni, un laboratorio di cianografia curato da Lara Carrer e la presentazione del progetto ‘Uncommon Fruits’ a cura del collettivo Robida e del Zavod Cepika (Collio sloveno). Il progetto indaga due diversi paesaggi attraverso la lente degli alberi da frutto: uno, la Goriška Brda, caratterizzato da una quasi monocoltura della vite e l’altro, quello che circonda Topolò, dall’abbandono.
Non per ultimo, uno spazio è stato dedicato ai bambini di Topolò, in realtà realizzato da loro stessi: una caccia al tesoro, la cui idea è nata dopo che per la prima volta alcuni di loro hanno attraversato da soli il bosco per arrivare al vecchio mulino.







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