C’erano una volta le grandi ideologie, che oggi già solo nominarle fa un po’ effetto vintage come collezionare vinili dei Pink Floyd. Poi è venuta l’era della personalizzazione dei partiti, sul modello dei pigliatutto statunitensi, di berlusconiana (ma poi anche renziana, vendoliana o addirittura grillina) memoria. Oggi siamo di fronte ad un modello nuovo, che tutti già indicano come vincente, nonostante sia appena nato e sul piano dei fatti concreti non abbia prodotto ancora alcun risultato di rilievo: quello della personalizzazione delle cariche istituzionali. Nell’era delle ideologie il confronto avveniva a colpi di ciclostile (e poi di piombo, ma è una storia troppo complessa per essere riassunta in poche righe). Nell’era dei partiti personali si usavano i talk show televisivi o al massimo un blog.
La personalizzazione delle cariche istituzionali invece si combatte via social network, con la polarizzazione sempre più estrema del linguaggio, sulla base di ciò che attira più click e commenti (che poi di solito è ciò che è meno argomentato dei discorsi da bar). Il grande fratello social lavora per immagini, 24 ore al giorno tutti i giorni. È un luogo dove sparisce la distinzione fra dimensione pubblica, compresa quella istituzionale, e privata. E se si vuole nutrire la platea di followers e restare sulla cresta dell’onda bisogna adeguarsi o morire. Così si passa dai baci ai figli agli auguri alla nuova compagna, ad abbozzate recensioni su alcolici vari o piatti tipici regionali sbocconcellati, fino alla lettura di avvisi di garanzia ricevuti, all’apertura in diretta di crisi istituzionali mai viste prima, a retromarce mascherate da senso di responsabilità. Il confronto, la famosa interattività dei social, è una insegna luminosa per attirare gli allocchi. Basta spararla più grossa un minuto dopo e qualsiasi argomentazione contraria vale come il due di bastoni in una partita a poker.
Non prevedendo il futuro non sappiamo quanto questa nuova concezione della politica potrà durare. Sappiamo solo che prima o poi tutti i nodi dovranno venire al pettine.