Gestione dei boschi, limiti e qualche soluzione

I limiti, dovuti spesso alla parcellizzazione delle proprietà fondiarie e alle difficoltà di manutenzione delle viabilità forestali, e le potenzialità di sviluppo (mercato, intervento degli enti pubblici, turismo) per le imprese boschive nelle Prealpi Giulie. Il convegno dello scorso 22 settembre a Taipana – ‘La gestione forestale nelle foreste Prealpine’ il titolo – è stato un approfondito momento di confronto fra tutti gli attori interessati del settore. Moderatore Paolo Mori, della rivista Sherwood specializzata del settore, ad aprire il dibattito è stato il sindaco di Taipana – l’ente che ha organizzato l’evento – Alan Cecutti. Nel suo intervento il sindaco ha sottolineato le difficoltà che incontrano gli enti locali di questo territorio per la gestione delle viabilità forestali, fondamentali per l’attività di estrazione delle imprese boschive, su cui auspica la creazione di canali di finanziamento ad hoc.

Lo stesso Cecutti ha quindi ribadito come i Comuni siano di fatto impossibilitati ad intervenire sui fondi privati in stato di abbandono, anche quando l’imboschimento dei pascoli arriva fino ai centri abitati. In questo senso, una possibile soluzione è rappresentata dallo strumento dell’associazione fondiaria: dell’esperienza dell’Asfo dell’Erbezzo (la prima realtà di questo tipo in Regione) ha parlato il sindaco di Stregna Luca Postregna.

I limiti, dovuti spesso alla parcellizzazione delle proprietà fondiarie e alle difficoltà di manutenzione delle viabilità forestali, e le potenzialità di sviluppo (mercato, intervento degli enti pubblici, turismo) per le imprese boschive nelle Prealpi Giulie. Il convegno dello scorso 22 settembre a Taipana – “la gestione forestale nelle foreste Prealpine” – è stato un approfondito momento di confronto fra tutti gli attori interessati del settore. Moderatore Paolo Mori, della rivista Sherwood specializzata del settore, ad aprire il dibattito è stato il sindaco di Taipana – l’ente che ha organizzato l’evento – Alan Cecutti. Nel suo intervento il sindaco ha sottolineato le difficoltà che incontrano gli enti locali di questo territorio per la gestione delle viabilità forestali, fondamentali per l’attività di estrazione delle imprese boschive, su cui auspica la creazione di canali di finanziamento ad hoc.

Lo stesso Cecutti ha quindi ribadito come i Comuni siano di fatto impossibilitati ad intervenire sui fondi privati in stato di abbandono, anche quando l’imboschimento dei pascoli arriva fino ai centri abitati. In questo senso, una possibile soluzione è rappresentata dallo strumento dell’associazione fondiaria: dell’esperienza dell’Asfo dell’Erbezzo (la prima realtà di questo tipo in Regione) ha parlato il sindaco di Stregna Luca Postregna. L’associazione fondiaria ha saputo raccogliere diversi proprietari, ovviando così all’estrema parcellizzazione e polverizzazione delle proprietà che caratterizza anche il territorio di Stregna. Grazie a questo tipo di gestione sono stati realizzati diversi interventi di recupero dei terreni incolti (attorno alle frazioni di Oblizza, Dughe, Clinaz e in un prossimo futuro a Tribil Superiore), sfruttando anche al capitolo di finanziamento offerto per questo scopo dalla legge regionale 10/2010.

Un’altra soluzione, illustrata a Taipana da Verio Solari, professionista forestale, è quella del “condominio forestale”. Le moderne tecniche di rilevazione – ha spiegato -, consentono oggi di mappare con precisione qualità e quantità di piante presenti in un certo territorio. Sovrapponendo queste informazioni con quelle sulle proprietà dei fondi, è possibile quindi quantificare esattamente la quota che, dopo il taglio, spetterebbe ai singoli proprietari, risolvendo così, “a monte”, le possibili controversie.

Una buona prassi di gestione delle foreste di proprietà comunale, una rarità sulla fascia confinaria, è invece costituita dalla rete di imprese che operano sul Monte Mija nel comune di Pulfero, di cui ha parlato il professionista Fabrizio Romanelli. La buona riuscita dell’esperienza è dovuta all’affidamento della gestione della proprietà a medio-lungo termine (la scadenza è fissata al 2028). In questo modo, ha detto Romanelli, è stato possibile pianificare investimenti e assunzioni di professionisti qualificati.

Il sindaco di Caporetto, Robert Kavčič, ha quindi evidenziato la buona collaborazione proprio con il confinante comune di Pulfero anche per la gestione della proprietà sul Mija. Ma ha soprattutto ribadito come il turismo possa costituire un’ulteriore spinta agli investimenti. I problemi simili che hanno Benečija e Posočje, ha sostenuto Kavčič, possono essere risolti con una strategia di sviluppo comune che, ora, potrà realizzare il Cluster trasfrontaliero, l’accordo siglato proprio a Taipana fra i comuni dei due lati del confine.

Se da un lato, ha evidenziato nel suo intervento Giorgio Alberti dell’Università di Udine, la qualità delle foreste e in particolare degli acero-frassineti delle Prealpi Giulie, offrono ottime potenzialità di uso sul mercato, dall’altro, la capacità di investimento delle imprese – ha rilevato Rinaldo Comino del Servizio foreste della Regione – è limitata dalla carenza di infrastrutture e in particolare dell’inadeguatezza delle viabilità forestali.

Al punto che, ha evidenziato Tullio Bratta, amministratore delegato dell’azienda Fantoni, solo l’uno per cento della produzione dell’azienda deriva da legname prodotto in Regione.

Stefano Predan, segretario provinciale della Kmečka zveza, ha però sottolineato come, nonostante i problemi rilevati, le imprese boschive siano oggi l’attività più diffusa nel settore primario del territorio. In alcuni casi, negli ultimi anni, hanno saputo anche strutturarsi e creare filiere produttive. Oltre al ricorso agli strumenti per ovviare ai problemi della parcellizzazione dei fondi, Predan ha suggerito anche di aprire alle ditte non certificate i bandi del prossimo Psr e di rendere gratuiti i corsi di formazione per gli operatori del settore.

Le sollecitazioni emerse dal dibattito sono state apprezzate dall’assessore regionale competente in materia Stefano Zannier. Zannier, nelle conclusioni del convegno, ha ribadito che, nonostante l’incertezza – dovuta alle imminenti elezioni per il Parlamento europeo – circa la stesura del prossimo Psr, la Regione interverrà con strumenti propri. Scegliendo linee programmatiche precise e nette, superando la logica delle “misure” con cui in passato si è – a suo dire – tentato di accontentare tutti, senza però ottenere i benefici attesi.

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