I candidati, le qualità e il buonsenso

Abbiamo scritto, nelle scorse settimane e in realtà anche molto prima, della disaffezione verso la politica locale che contraddistingue questo momento storico nelle nostre vallate. E non solo qui, visto che nel Friuli Venezia Giulia i cittadini chiamati a rinnovare i consigli comunali in un caso su sei avranno a disposizione una sola scelta, un solo candidato alla carica di sindaco. I motivi di questa disaffezione li abbiamo già analizzati e non ci torneremo.

Ma vale qui la pena spendere qualche parola di elogio per chi invece si sta mettendo (o rimettendo) in gioco.
Oggi amministrare un piccolo Comune presuppone, crediamo, una certa dose di incoscienza. Non pensiamo siano solo oneri, ma certo quasi sempre questi sono superiori agli onori.

Serve avere dimestichezza con i numeri, serve avere tempo a disposizione per andare a bussare negli uffici che contano, serve avere una buona squadra di supporto, servono pazienza e abnegazione, servono idee possibilmente originali ma certamente fattibili, serve un impegno chiaro per mantenere le specificità linguistiche e culturali del territorio, perché queste sono il segno evidente che contraddistingue una comunità. E specificatamente nel nostro caso, volendo dare qualcosa di più alle intere Valli del Natisone, servono la capacità di creare coesione tra le singole amministrazioni e la disponibilità al dialogo con le amministrazioni d’oltreconfine.

Chi conosce la storia di questo giornale sa che da decenni, in occasione delle elezioni amministrative, rimarchiamo proprio queste qualità come determinanti per poter individuare il candidato sindaco più adatto a ricoprire quella carica.
Nella libera scelta della cabina elettorale, abbiamo la speranza che prevalga qualcosa di semplice, quella capacità naturale che si chiama buonsenso. (m.o.)