Classe 1995, Roberto Codromaz, di S. Pietro al Natisone, è assieme a Lorenzo Crisetig, oggi in forza al Bologna, l’unico calciatore professionista delle Valli del Natisone. Una carriera molto diversa da quella del collega di S. Leonardo, la sua. Se Crisetig è salito qualche anno fa, con l’Inter, alla ribalta del calcio nazionale e anche internazionale (ha vestito la maglia dell’Under 21), ma la sua ‘stella’ ultimamente si è un po’ affievolita, Codromaz è reduce da tre stagioni nella Feralpi Salò, squadra di Salò, sul lago di Garda, che milita nella serie C, per poi passare la scorsa estate alla Triestina, stessa categoria, ma certo più vicina a casa sua. Ottimo il rendimento del difensore valligiano sino ad ora: ha giocato tutte le partite di campionato segnando anche un gol.

Roberto, dove e come hai iniziato a giocare a calcio?
Ho cominciato quando avevo cinque anni, un po’ per sbaglio. I miei genitori volevano che io e mio fratello Alessio facessimo dello sport già da piccoli, abbiamo valutato varie possibilità fino a che abbiamo trovato il posto che ci piaceva di più, a Gagliano, e abbiamo cominciato ad allenarci assieme.
Sei rimasto a Gagliano fino a che età?
Fino a che avevo 12, 13 anni, poi ho cominciato a giocare nelle squadre regionali un po’ più forti, a Corno di Rosazzo, con il Donatello, a Udine, poi di nuovo Gagliano e Donatello, per arrivare alla Primavera dell’Udinese. Lì ho giocato due anni. A 19 anni sono andato a Salò, lì ho giocato tre campionati e quest’anno mi sono trasferito a Trieste.
Nel frattempo, però, hai avuto anche un’esperienza in Slovenia.
Sono stato convocato una volta nella Nazionale giovanile slovena, visto che ho la doppia cittadinanza. Ho giocato un paio di partite per l’Under 19. Mio fratello Alessio ha giocato due anni a Nova Gorica e un anno a Tolmino.
L’esperienza a Salò come è stata?
Bella, perché mi ha fatto crescere, mi ha permesso comunque di diventare un professionista, che era il mio sogno. Mi ha dato la possibilità di fare i primi passi nel calcio dei ‘grandi’. I primi due anni non ho giocato molto, il terzo anno di più, sono riuscito a mettermi in mostra, ma loro hanno deciso di affidarsi a giocatori più blasonati, con più esperienza. Mi è scaduto il contratto e mi sono trovato libero, ho potuto scegliere in che squadra andare. Quando ho avuto la chiamata della Triestina, ho deciso subito di accettare.
Come ti trovi con la tua nuova squadra?
Benissimo. Siamo una squadra giovane. Sono poi vicino a casa, a un’ora di strada. Forse è l’esperienza migliore che abbia mai avuto, anche perché sto avendo la possibilità di giocare con continuità.
Siete tra i primi in classifica, tra l’altro.
Sì, siamo sesti. Lo scorso sabato (9 dicembre, nrd) abbiamo giocato proprio contro il Salò, e abbiamo vinto. Pensa che i tifosi avversari mi hanno fatto pure uno striscione, si erano affezionati a me.
La tua aspirazione?
Mi piacerebbe giocare in serie A. E giocare per la Slovenia. Perché è qui vicina, e mi sento anche un po’ sloveno, poi ho frequentato la scuola bilingue, ho avuto modo di apprendere la lingua…
La tua comunque è una famiglia di sportivi, di calciatori.
Sì, sia mio fratello maggiore che quello piccolo giocano a calcio. Ci hanno fatto crescere con il pallone.
Lo scudetto chi lo vince quest’anno?
Spero non la Juventus, ne ha vinti abbastanza. Io in realtà tifo Milan, ma quest’anno… Spero che lo vinca una squadra diversa, o l’Inter o il Napoli. (m.o.)