Una sferzata di emozioni fortissime e allo stesso tempo di energia, un viaggio attraverso un grande dolore che porta ad un bivio ed in cui la via intrapresa è stata quella più faticosa e delicata, quella segnata da un grande amore per la vita, da apprezzare sempre, nonostante le difficoltà che si presentano. È stato questo il messaggio e l’esempio portato da Federica Lisi Bovolenta, cinque figli, trentottenne moglie del campione di pallavolo Vigor Bovolenta (conosciuto da tutti gli appassionati di volley e non solo come “Bovo”), che venerdì 7 novembre a Pulfero ha raccontato la sua esperienza di vita e presentato, assieme alla giornalista Wendy Muraro, il libro dedicato al marito prematuramente scomparso, stroncato da un attacco cardiaco sul campo di pallavolo due anni fa.bovolenta
“Io ora muoio tra cent’anni”. Questa è stata la sua reazione istintiva alla notizia della scomparsa di Bovo, un segnale di forza di andare avanti e della voglia di trasformare “dolore in amore, tragedia in positività”. Federica ha deciso poi di scrivere il libro “Noi non ci lasceremo mai” (assieme ad Anna Cherubini), in cui racconta la sua vita con Bovo ed i momenti e le reazioni successive alla sua morte. Un libro che è diventato uno strumento per raccontare ai suoi cinque figli (il più grande ha dieci anni, il più piccolo è nato dopo la morte del padre) cose difficili da dire di persona e che spera potranno leggere una volta cresciuti, per capire chi era Bovo e che li faccia sorridere. Un libro che la porta ora a viaggiare in giro, per nuove persone, a raccogliere, attraverso abbracci, simbolici e non, condivisione di esperienze, nuova energia per trasmetterla anche ai bambini. “La nostra è la storia di tante persone, la cui vita è cambiata del tutto in 5 secondi”, ha detto a Pulfero la Lisi. Vivere la vita con gioia è anche un modo per dimostrare l’amore per chi non c’è più, per chi se ne è andato senza volerlo. Per dimostrare ai bimbi che la vita è in ogni caso meravigliosa, che nonostante le difficoltà si trova sempre chi ci aiuta. Federica Lisi si è fatta portabandiera tramite il suo libro, ma anche con le iniziative in ricordo del marito, Bovelix e Bovo Day, di un messaggio di speranza “di cui in questi tempi di crisi c’è particolarmente bisogno”.
L’incontro che ha fatto riempire la sala consiliare di Pulfero ed in cui certamente non sono mancati momenti di commozione, è stato anche l’occasione per parlare di un altro argomento delicato: l’inseminazione artificiale. Quattro dei cinque figli di Federica Lisi e Vigor Bovolenta sono nati proprio grazie a questa. Concepire un figlio in modo naturale sarebbe stato per loro come vincere alla lotteria è stato detto loro dai medici, una lotteria che hanno vinto con l’ultimo figlio. “Da noi l’inseminazione artificiale viene ancora vista in modo sbagliato, come una malattia o una vergogna. Non è stato facile, tra Roma, Spagna, Bologna, ma quando vedo i miei figli mi sento orgogliosa del percorso fatto insieme, credendoci fino in fondo”.
L’evento è stato promosso tra gli altri, dall’associazione Vallimpiadi, quest’ultima menzionata in particolar modo nell’intervento introduttivo del sindaco di Pulfero Camillo Melissa “perché diffonde la cultura sportiva e dà visibilità a tutte le Valli del Natisone, in cui i giovani nelle associzioni si impegnano per dare vitalità alla comunità e sono il cuore pulsante di una realtà piccola come la nostra”.