L’acqua della rete idrica gestita dal Cafc nelle frazioni del Matajur dei Comuni di Pulfero e Savogna è di nuovo potabile. Alcuni cittadini, in particolare a Mersino (Pulfero) e Ieronizza (Savogna) percepiscono, però, ancora un odore insolito dell’acqua all’interno delle proprie abitazioni. Non più di idrocarburi, come abbiamo avuto modo di verificare a Ieronizza. Ma, probabilmente, di biossido di cloro, il prodotto, non nocivo, utilizzato per i vari interventi di sanificazione.
Tutta la vicenda, ormai nota, è iniziata lo scorso 15 ottobre quando – è stato poi ricostruito dal Cafc – un’errata manutenzione di una pompa nel capoluogo di Savogna aveva determinato una contaminazione di idrocarburi nella rete che fornisce l’acqua nelle frazioni del Matajur. Le ordinanze dei due sindaci, Tatiana Bragalini di Savogna e Camillo Melissa di Pulfero, avevano quindi vietato l’uso dell’acqua per scopi alimentari. Ordinanze poi revocate, l’8 novembre a Savogna e il 15 novembre a Pulfero, a seguito delle analisi sui campioni prelevati, dalle fontane pubbliche dei paesi colpiti, dall’Azienda sanitaria del Friuli Centrale. Analisi, è stato comunicato alle amministrazioni comunali, che confermavano quelle già realizzate nei giorni precedenti dal Cafc e che certificavano la potabilità dell’acqua come previsto dalla normativa in vigore.
Come detto però, in alcune abitazioni, l’acqua ha ancora un odore insolito. A Mersino, pertanto, alcuni cittadini hanno deciso di far analizzare, privatamente, alcuni campioni di acqua prelevati all’interno delle abitazioni il 22 novembre. L’esito di queste ulteriori analisi è atteso in settimana.
A Ieronizza, invece, nel Comune di Savogna, visto il persistere dell’odore – e quindi della preoccupazione di alcuni residenti – è stato realizzato un ulteriore intervento di sanificazione lo scorso 19 novembre dalla ditta specializzata Sanipur di Brescia, individuata dallo stesso Cafc. Intervento che, però, è stato effettuato solo sulla rete esterna del paese e non in quella di pertinenza delle abitazioni private. Per procedere anche all’interno delle case, il giorno precedente l’intervento programmato, è stato chiesto alle tre utenze interessate di firmare una liberatoria. Alcuni hanno chiesto ulteriori precisazioni in merito che però non sono state fornite. In almeno un caso invece si è optato per non firmare il documento. Il passaggio contestato, in questo caso, riguardava l’eventuale successiva – dice il testo della liberatoria – “pulizia di filtri e areatori eventualmente presenti” per cui sarebbe stato necessario rivolgersi ad un idraulico di fiducia a spese proprie.
A seguito dell’intervento sulla rete esterna di Ieronizza comunque, lunedì 25 novembre, è stata interrotta, anche in questa frazione, la fornitura dei sacchetti di acqua da tre litri che quotidianamente ha fornito il Cafc durante tutto il periodo della crisi. La distribuzione era già stata interrotta nelle altre frazioni, anche a Mersino, dopo la revoca del divieto.
Quanto alle operazioni di flussaggio – precedenti e successive alle ordinanze di divieto – è stato assicurato, in un incontro pubblico a Savogna dal responsabile di Cafc lo scorso 5 novembre, che non verranno addebitati costi in bolletta. Anche la sindaca Bragalini conferma di aver ricevuto ulteriore conferma dal Cafc su questo punto.
Dopo un mese acqua di nuovo potabile anche a Mersino
A un mese esatto dal divieto finisce, anche a Mersino, l’emergenza acqua potabile. Il sindaco di Pulfero Camillo Melissa infatti, lo scorso 15 novembre, ha revocato l’ordinanza con cui, il 16 ottobre, aveva vietato l’uso dell’acqua della rete idrica per scopi alimentari a causa di una contaminazione da idrocarburi.
Una decisione attesa, dopo che lo scorso 8 novembre, anche la sindaca Tatiana Bragalini aveva dato il via libera per l’uso dell’acqua nelle frazioni del Matajur sul versante in Comune di Savogna.
Per Pulfero però la revoca è stata possibile solo dopo la comunicazione – avvenuta proprio il 15 novembre – dell’esito delle analisi sui campioni prelevati dall’azienda sanitaria del Friuli Centrale prelevati nelle località colpite in comune di Pulfero lo scorso 11 novembre. Già le analisi dal Cafc – Acque del Friuli, che gestisce la distribuzione dell’acqua, avevano riscontrato, nei giorni precedenti, parametri conformi alla normativa in vigore.
La contaminazione, ricordiamo, è stata provocata – secondo quanto riportato da Cafc – da un’errata manutenzione di una pompa pompa a servizio dell’acquedotto.
Superati i divieti però nella frazione di Ieronizza, in Comune di Savogna, alcuni residenti lamentano, ancora, la fuoriuscita di acqua maleodorante nelle proprie abitazioni. La stessa Cafc, affiancata da una ditta specializzata , come annunciato in un incontro con i cittadini interessati, ha effettuato alcuni sopralluoghi nelle abitazioni in cui ancora è presente l’odore di idrocarburi. Vista la particolarità dell’operazione, però, è stato segnalato che l’intervento di pulizia potrebbe danneggiare l’impianto idraulico interno alle case. Si procederà quindi con una pulizia delle tubature esterne mentre per la parte interna verrà richiesta un’autorizzazione scritta a quanti intendono avvalersene.
L’acqua torna potabile, revocato il divieto a Savogna
È durata 23 giorni la ‘crisi’ dell’acqua potabile per i residenti sulle frazioni montane del Matajur in Comune di Savogna.
Lo scorso 8 novembre la sindaca Tatiana Bragalini ha potuto revocare l’ordinanza del 16 ottobre con cui si vietava l’uso dell’acqua del rubinetto per scopi alimentari a causa di una contaminazione di “idrocarburi policiclici aromatici.”
Il divieto però, nel momento in cui scriviamo, resta in vigore nelle frazioni di Mersino, sul versante del Matajur nel Comune di Pulfero. Il sindaco Camillo Melissa ci spiega che l’Azienda sanitaria del Friuli Centrale ha prelevato alcuni campioni di acqua, inviati poi ai laboratori dell’Arpa per le analisi del caso, solo nella giornata di lunedì 11 novembre. Secondo Melissa però i risultati e la, probabile, revoca del divieto potrebbero arrivare in settimana.
Nel Comune di Savogna invece i prelievi dell’Asufc sono stati effettuati lo scorso 30 ottobre a Ieronizza, Montemaggiore e Stermizza. Le successive analisi dell’Arpa hanno evidenziato valori conformi alla normativa. Rendendo così possibile la revoca dell’ordinanza di divieto. Un risultato atteso, visto che anche i precedenti prelievi del Cafc – Acque del Friuli, l’ente che gestisce la rete idrica, realizzati a cinque giorni di distanza, per tre volte, a partire dal 22 ottobre, avevano riscontrato il superamento della contaminazione.
In un incontro tra alcuni cittadini di Savogna, lo scorso 5 novembre, l’amministrazione comunale di Savogna e i responsabili di Cafc era stata resa nota anche la causa dell’inquinamento dell’acqua, “un’errata manutenzione di una pompa a servizio dell’acquedotto, effettuata da un terzo operatore specializzato.” La pompa era stata immediatamente sostituita.
L’odore sgradevole però, in particolare in alcune utenze di Ieronizza, persiste ancora. Durante l’incontro del 5 novembre il direttore di Cafc ha comunicato che “dopo attenta ricerca di mercato” è stata incaricata “un’impresa specializzata del bresciano che sarà in loco a Savogna dal giorno 11 novembre per risolvere in modo definitivo il problema.”
Il servizio chimico interno di Cafc inoltre “contatterà i cittadini che ancora sentono cattivo odore in apertura dei propri rubinetti e si rende disponibile a farsi carico della pulizia dei boilers delle abitazioni.” Pertanto i cittadini che ancora ravvisano il problema possono segnalarlo chiamando il numero verde 800 713 711 – Servizio Qualità dell’Acqua.
Infine Cafc ha comunicato che “è stata aperta una pratica di sinistro con l’assicurazione e che, successivamente alla chiusura della stessa, verranno avviate le valutazioni del caso in relazione ai danni subiti dagli utenti interessati con conseguente determinazione degli indennizzi.”
Cafc, superata l’emergenza e d’accordo con l’amministrazione comunale di Savogna si è detta anche intenzionata “a prendere in considerazione ulteriori azioni preventive che minimizzino il più possibile il verificarsi di situazioni similari, tra queste l’efficientamento e lo svecchiamento dell’impianto di distribuzione idrica”.
Matajur ancora senz’acqua: errore nella manutenzione
È un’errata manutenzione di una pompa a servizio dell’acquedotto, effettuata da un terzo operatore specializzato. Questa la ragione, individuata dal Cafc Acque del Friuli gestore della distribuzione, all’origine della contaminazione da idrocarburi che ha reso inservibile per scopi alimentari l’acqua nelle frazioni sul Matajur nei Comuni di Savogna e di Pulfero.
La notizia, comunicata lo scorso 4 novembre, è stata resa pubblica dalle due amministrazioni comunali. L’emergenza, con la prima ordinanza di divieto dei due sindaci risalente allo scorso 16 ottobre, non è stata ancora superata.
Ci spiega infatti la sindaca di Savogna Tatiana Bragalini che l’Azienda sanitaria, unica autorità che può legalmente certificare la fine della contaminazione, ha fatto i prelievi di campioni di acqua nelle frazioni colpite lo scorso 31 ottobre. Servirà attendere quindi ancora qualche giorno per conoscere i risultati. Le analisi realizzate dal Cafc sui campioni prelevati già fra il 22 e il 25 ottobre avevano dato esito negativo. Tuttavia l’odore sgradevole dell’acqua è tutt’oggi segnalato da alcuni cittadini del Comune di Savogna. Anche se il problema, dopo due settimane, sembra essere circoscritto alla sola frazione di Ieronizza.
Da parte sua il Cafc, ente unico gestore della rete di distribuzione, oltre a continuare con la fornitura dei sacchetti di acqua potabile da tre litri ha comunicato di aver immediatamente sostituito la pompa che ha originato la contaminazione “interrompendo definitivamente la causa che ha dato origine all’inconveniente.”
L’invito è quindi quello di far scorrere l’acqua nelle abitazioni il più possibile. È stato anche detto che non verranno messi in bolletta i costi dell’acqua per le abitazioni interessate dall’emergenza.
A Ieronizza, lo scorso 4 novembre, è arrivata anche la consigliera regionale del Gruppo Patto per l’Autonomia-Civica Fvg Simona Liguori. “Per verificare di persona il problema e il disagio dei valligiani colpiti dall’emergenza. Come già fatto in occasione delle recenti frane e smottamenti che hanno interessato altre zone vicine, verificheremo l’opportunità e le modalità con cui potremo interessare di questa vicenda anche l’aula del Consiglio regionale”.
Manca l’ok dell’Asufc, paesi del Matajur ancora senza acqua potabile
A ormai due settimane dall’inizio dell’emergenza per contaminazione da idrocarburi, le frazioni del monte Matajur nei comuni di Pulfero e Savogna sono ancora sprovviste dell’acqua potabile.
Non è ancora arrivata, infatti, alcuna comunicazione da parte dall’Azienda sanitaria del Friuli centrale. I due sindaci, Tatiana Bragalini e Camillo Melissa, non hanno quindi potuto revocare l’ordinanza dello scorso 16 ottobre in cui, appunto, si vietava l’uso dell’acqua ‘di rubinetto’ per scopi alimentari. Eppure le analisi sui campioni prelevati dal Cafc – Acque del Friuli che gestisce la distribuzione nelle località colpite dall’emergenza fra il 22 e il 25 ottobre scorsi hanno dato tutte esito negativo. Lo ha comunicato, con una nota, il direttore generale del Cafc Massimo Battiston allegando il dettaglio delle analisi: “Riteniamo che con tali evidenze possa essere autorizzata la rimozione dell’ordinanza per le frazioni sottese dal campione rappresentativo, salvo controindicazioni o ulteriori disposizioni da parte dell’autorità sanitaria”. Autorizzazione che, a tutto il 29 ottobre, non è arrivata. I campioni per le analisi del Cafc sono stati prelevati alle fontane pubbliche di Medves e Marseu (Mersino) le località interessate nel comune di Pulfero. E quindi a Ieronizza, Montemaggiore, Stermizza, Losaz, Masseris, Dus e Barza nel comune di Savogna.
Ancora ignote, in ogni caso, le cause della contaminazione da idrocarburi che, solitamente in casi analoghi – uno la scorsa estate a Calla nello stesso comune di Pulfero – avviene a causa di sversamenti accidentali o incidenti occasionali. Decisamente improbabile l’ipotesi dolosa, visto che nei locali del Cafc non sono stati rilevati segni di effrazione. Difficile risalire anche al possibile ‘incidente’ visto che sul Matajur non ci sono cantieri aperti. La conformazione della rete, che non è affatto lineare, complica ulteriormente la ricerca della causa.
In ogni caso, dal 16 ottobre ad oggi, gli abitanti di Mersino e delle frazioni del Matajur in comune di Savogna sono ancora costretti ad approvvigionarsi di acqua potabile con i sacchetti da tre litri messi a disposizione ogni giorno dal Cafc.










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