Litus to so patarduw lit, ka jë bil potres anu pa naš kumün wkop ziz asočacjuni jë si pumïslil naredit kej za spomanot iso rič, ka iti ka jo žïvil an nï je zabil.
W petak 27 dnuw marča jë bil dan konvenjo tu-w municïpihu ta-na Ravanci anu ni so pražantali pa dan wridni lïbrin ta-na potres anu pa da muć pajüzuw so bili pomagali itadej.
Šëjst dnuw maja don Alberto Zanier jë rëkal mišo tu-w carkvë ta-na Ravanci za spomanot naše jüdi, ka so wmärli itadej tu-w potresu.
Ise zadnje dni pa jë bilu spet kej lipaga: so paršlï ti jüdi z Bologne, ka itadej ni so bili karjë pomagali. Ni so paršlï w petek 12 dnuw jünja ano ni so se wstavili dardu nadëje 14 dnuw jünja. Ni so bili tu-w Bili, ta-na Lišćacah, ta-na Sulbici anu ta-na Ravanci anu ni so muglï vïdët pa itö, ka ni so bili naredili itadej anu vïdët te jüdi, ka ni so bili poznali. To se zarobilu w nadëjo po miši, ka jë rëkal škof z Bologne, Matteo Maria Zuppi wkop ziz nošïn jëron, ziz obëdon, ta-za municïpihon. To so bili trï lipi anu wridni dni: wsï so bili vësali anu već ka kiri bo tël prït spet nas nalëst.
Quest’anno, ricorrendo il 50º anniversario del terremoto del 1976, il Comune di Resia, insieme alle associazioni locali, ha predisposto un ricco programma di eventi a ricordo di quegli anni ed in particolare degli aiuti e delle collaborazioni che furono determinanti anche per il futuro della valle. I preparativi sono partiti già mesi fa con l’organizzazione di alcuni incontri nella sede municipale ai quali erano invitate le associazioni locali per definire insieme le iniziative da intraprendere e le forze in campo disponibili.
Tra i primi eventi ricordiamo il convegno e la presentazione del volume ‘Il terremoto in Friuli: Esperienze e ricordi 1976-2026’ di venerdì 27 marzo, organizzato in collaborazione con il Circolo culturale Navarca di Aiello del Friuli. In tale occasione, come a suo tempo ricordato anche sulle pagine di questo settimanale, l’amministrazione comunale ha reso omaggio all’ingegnere sloveno Miha Tomaževič di Lubiana che, da esperto, fece parte del gruppo di ingegneri che la Jugoslavia fornì alla Regione Friuli Venezia Giulia per dare contributi scientifici nella progettazione della ricostruzione post-terremoto vista la loro esperienza maturata con il sisma che, nel 1963, colpì la citta di Skopje in Jugoslavia.
Un secondo evento è stata la messa celebrata il 6 maggio nella chiesa di Prato/Ravanca per ricordare le vittime della nostra comunità.
Il terzo evento si è svolto lo scorso fine settimana ed è stato dedicato ai volontari bolognesi che allora vennero in aiuto e che, a partire dal luglio 1976, svolsero diverse importanti attività per la nostra comunità. Una di queste fu l’organizzazione di attività ricreative e ludiche per i bambini e i ragazzini di allora. Tra questi anche Lorenzina Di Biasio che, proprio in virtù di questi ricordi, si è prodigata per la realizzazione di questo ritorno dei bolognesi a Resia riallacciando le amicizie e le conoscenze di allora.
Oltre alle attività ricreative i giovani bolognesi contribuirono anche alla ricostruzione materiale con la realizzazione di più di quaranta casette di legno in particolare nelle frazioni di Prato/Ravanca, Gniva/Njïwa, Lischiazze/Lišćaca e San Giorgio/Bila nonché della chiesa lignea nella borgata di Lischiazze/Lišćaca.
I volontari bolognesi e i loro familiari sono giunti a Resia venerdì 12 giugno e hanno avuto un primo incontro anche tra di loro nella sede dell’associazione Sangiorgina a San Giorgio/Bila dove hanno anche cenato.
Sabato mattina presso il centro culturale Rozajanska kulturska hiša, costruito dopo il terremoto dalla Jugoslavia insieme alle cinque case che si trovano sul suo retro, hanno partecipato all’inaugurazione della mostra “Val Resia 1976-2026. Il terremoto nella memoria della comunità”. L’esposizione è stata presentata da Daniela Negro, curatrice dell’allestimento nonchè consigliera comunale di Resia, e dalla sindaca, Anna Micelli.
Dopo il pranzo, offerto nella borgata di Lischiazze/Lišćaca dove i volontari hanno avuto modo di rivedere la chiesetta di legno da loro costruita e intrattenersi con la comunità locale, hanno fatto tappa a Stolvizza/Solbica dove hanno visitato il Museo della gente della Val Resia e il Museo dell’Arrotino. A conclusione è stata offerta loro la cena presso la baita alpina dal Gruppo Ana di Stolvizza e da Vivistolvizza.
Infine, domenica 14 giugno, la tre giorni si è conclusa con la visita del cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo metropolita di Bologna, che è stato accolto dall’amministrazione comunale, dalle autorità civili e dalle associazioni davanti alla chiesa di Prato/Ravanca. È seguita la messa concelebrata con il pievano don Alberto Zanier ed altri presbiteri giunti per l’occasione. Il cardinale nell’omelia ha ricordato, tra le altre cose, il gemellaggio di allora tra Resia e Bologna, ed ha voluto esprimere la sua vicinanza e sensibilità iniziando e concludendo la sua omelia con un saluto in resiano. Al termine del rito religioso ha fatto omaggio alla Chiesa locale dell’immagine della Beata Vergine di San Luca mentre i volontari hanno donato al Comune il materiale documentaristico e fotografico dell’epoca.
A conclusione al cardinale e a tutti gli ospiti è stato offerto il pranzo, che si è tenuto, a cura delle volontari locali, nel piazzale retrostante il municipio e che è stato allietato anche dai suonatori e danzerini del Gruppo Folkloristico Val Resia.
Gli eventi si sono conclusi con grande soddisfazione da parte del Comune di Resia e delle associazioni coinvolte e con grande gratitudine verso quelle persone che tanto fecero allora.
La mostra sul terremoto al centro culturale Rozajanska kulturska hiša resterà in visione fino al 27 settembre prossimo, i sabati e le domeniche dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00.
Luigia Negro










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