i sindaci chiedono un incontro pubblico al Cafc

Non si placano le preoccupazioni dei cittadini legate al cambio di sistema di disinfezione dell’acqua potabile per gli utenti della fascia confinaria serviti dal Cafc (Consorzio acquedotto Friuli Centrale).

La questione ‘monoclorammina’, introdotta dal consorzio al posto del classico cloro lo scorso 11 maggio, è arrivata anche nei consigli comunali di San Leonardo e Pulfero, per iniziativa delle opposizioni alle maggioranze guidate, rispettivamente, da Antonio Comugnaro e Camillo Melissa.

Sedute che hanno visto un’insolita partecipazione di pubblico e, soprattutto a San Leonardo, qualche momento di tensione. 

Nei giorni successivi, apprendiamo, i 12 sindaci dei Comuni interessati (Attimis, Drenchia, Faedis, Grimacco, Nimis, Prepotto, Pulfero, San Leonardo, San Pietro al Natisone, Savogna, Stregna, Torreano) hanno chiesto un incontro pubblico ai vertici di Cafc che potrebbe essere aperto alla cittadinanza. La data, nel momento in cui scriviamo, non è stata ancora definita. Ma, con ogni probabilità, sarà successiva al prossimo 16 luglio, quando il consorzio riunirà i soci anche per discutere del rinnovo dei vertici.

Un passo, questo dei primi cittadini, che evidentemente accoglie quantomeno la critica sulla carenza di comunicazione che ha caratterizzato finora la vicenda.

La richiesta di un incontro era infatti anche il secondo punto della mozione sottoscritta dai consiglieri di opposizione a San Leonardo, come ha illustrato la consigliera Michela Predan nella riunione dello scorso 30 giugno. Il testo, che con l’astensione di tutti i consiglieri di maggioranza alla fine è passato, chiede anche di vigilare sulla qualità delle acque, di coinvolgere gli altri Comuni interessati dall’introduzione della monoclorammina, e di informare i cittadini sulle possibili evoluzioni della situazione.

La discussione, però, come accennato, ha assunto toni piuttosto accesi. Il sindaco Comugnaro, prima ancora dell’illustrazione della mozione, ha affermato di aver più volte interloquito in queste settimane con i vertici di Cafc che lo hanno sempre rassicurato. Gli odori e sapori sgradevoli, percepiti nei giorni precedenti da alcuni utenti e che hanno riguardato anche l’acqua erogata dalla casetta del Comune, starebbero scomparendo. Il sindaco ha quindi dato lettura di una recente nota di Cafc in cui l’attuale direttore generale Massimo Battiston afferma che “la monoclorammina è un disinfettante previsto dalla normativa italiana ed europea per l’acqua potabile” che “garantisce una maggiore stabilità del disinfettante lungo la rete e riduce la formazione di sottoprodotti di disinfezione (DBPs)”. 

La stessa nota assicura anche che “la concentrazione di monoclorammina immessa nella rete di distribuzione è oggetto di monitoraggio costante da parte del personale tecnico del gestore, mediante controlli periodici” e che la concentrazione di monoclorammina nell’intero territorio interessato “è pari a 0,7 – 0,8 mg/l, ampiamente inferiori al valore massimo indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), pari a 3 mg/l”. Battiston infine ricorda che Cafc esegue monitoraggi costanti e informa dei valori riscontrati nei controlli anche l’azienda sanitaria Asufc.

Nella confusione che si è generata in seguito fra i tanti che dal pubblico chiedevano la parola (sindaco e segretaria comunale hanno ricordato che la possibilità di intervenire è riservata ai soli consiglieri eletti), Michela Predan ha ribadito ancora la scarsità di informazioni con cui Cafc ha dato notizia della sostituzione del disinfettante: “Quattro righe, in cui si annunciava che in via sperimentale si sarebbe introdotta la monoclorammina, che non sono neanche state pubblicate sul sito del Comune”. Ha poi riflettuto sul fatto che quando si tratta di “sperimentazioni” si parte sempre da territori considerati più deboli e marginali. Tuttavia, secondo Predan, un’azione congiunta con gli altri Comuni interessati che detengono quote di Cafc potrebbe risultare efficace e costringere il gestore a cambiare atteggiamento. La consigliera ha quindi menzionato il referendum sull’acqua bene comune del 2011, e ha avanzato il dubbio (oltre a quelli legati alla tutela della salute dei cittadini, su cui ha richiamato il ruolo del sindaco) che, nonostante la volontà popolare espressa allora, i gestori della distribuzione perseguano logiche di profitto fra cui potrebbe rientrare anche la disinfezione con monoclorammina, che potrebbe avere costi inferiori rispetto a quella classica.

Anche a Pulfero il consigliere dell’opposizione Mario Cernoia ha interrogato il sindaco Melissa sulla vicenda. Ha ricordato la carenza di informazioni ufficiali e le preoccupazioni dei cittadini che gli sono state riportate nelle settimane precedenti. Ha sottolineato anche il caso peculiare di Pulfero in cui non tutte le frazioni sono servite dal Cafc, di qui quindi l’ulteriore confusione per gli utenti. Nella frazione di Mersino (e nelle frazioni del Matajur nel Comune di Savogna), ricordiamo, nell’autunno 2024 si era verificato un caso di contaminazione accidentale da idrocarburi – questa la motivazione addotta allora da Cafc – che aveva reso non potabile l’acqua per quasi un mese. Un caso simile era avvenuto nell’estate 2023 anche nella frazione di Calla, sempre in Comune di Pulfero.

Il Comune di San Pietro, inizialmente non inserito nelle comunicazioni di Cafc fra quelli in cui sarebbe stato introdotto il nuovo sistema di disinfezione, ha pubblicato sul sito istituzionale la nota di Battiston (la stessa letta da Comugnaro in consiglio). Premettendo che Cafc spa, come riportato dal nostro settimanale nel numero del 10 giugno, serve buona parte del territorio comunale, mentre la società Poiana – che non ha introdotto la monoclorammina – serve le frazioni di Tiglio, Ponteacco, Mezzana  e Sottovernassino.